Un panetto di hashish
in foto: Un panetto di hashish

Meglio rischiare di finire in ospedale che in carcere. Deve avere pensato questo lo spacciatore che, pizzicato dalle forze dell'ordine mentre vendeva droga ad un cliente, non ci ha pensato due volte e si è infilato le dosi in bocca, tentando di ingoiarle. Massimo Capobianco, 47 anni, pregiudicato, del Rione Traiano, periferia ovest di Napoli, è stato però arrestato lo stesso: lo hanno bloccato prima che riuscisse a far sparire la droga e sottoposto ai domiciliari in attesa del processo per direttissima.

L'uomo è stato sorpreso dai carabinieri del Nucleo Operativo di Bagnoli, che erano al Rione Traiano per un servizio di controllo con osservazione nei punti già conosciuti per lo spaccio di droga; Capobianco era in via Tertulliano, nei pressi di una nota piazza di spaccio. I militari, appostati nelle vicinanze, lo hanno visto mentre si incontrava con un giovane e gli passava qualcosa tra le mani, come nel più classico scambio tra droga e soldi.

Sono intervenuti e, al loro arrivo, il 47enne si è infilato le mani nelle tasche, ha preso la piccola scorta che aveva con sè ed ha tentato di ingerirla. È stato bloccato e perquisito: addosso aveva 2 stecche di hashish e 75 euro in contanti, tutto finito sotto sequestro. Capobianco, arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa del processo.

Cosa succede se mangi l'hashish

Mangiare l'hashish o la cannabis non comporta, in linea teorica, dei grossi rischi. Gli effetti dovrebbero essere simili a quelli dell'assunzione in altri modi, con la differenza che il Thc viene assimilato per altre vie: quando si fuma, il Thc e gli altri cannabinoidi entrano direttamente nel flusso sanguigno attraverso i polmoni e arrivano quasi subito al cervello; con l'ingestione, invece, i cannabinoidi vengono trattati dall'organismo come alimenti, passano attraverso il fegato e infine arrivano al sangue: gli effetti iniziano qualche minuto dopo ma sono molto più forti.

Il problema principale sta nella composizione delle "stecchette", che vengono rese più pesanti con l'aggiunta di diverse sostanze, anche pericolose: il rischio è di finire in ospedale con gravi infezioni al fegato. Le quantità alte, però, possono portare anche a intossicazioni e, nel caso di bambini, anche al coma.