Titty Astarita è una ragazza poco più che ventenne che studia Scienze politiche ed è, anzi era, calciatrice della squadra femminile dell'Afro Napoli United, squadra multietnica che negli anni scorsi ha fatto parlare molto per la sua volontà di integrare attraverso lo sport migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Titty non è più in Afro Napoli per un motivo politico: qualche giorno fa ha annunciato la sua candidatura al consiglio comunale di Marano con una lista civica che figura nell'alleanza di centrodestra insieme a "Noi con Salvini". La reazione è stata di sconcerto: la squadra nasce sotto un orientamento di sinistra, legata al centro sociale napoletano Insurgencia e al gruppo di cooperative sociali Gesco che fa riferimento a Sergio D'Angelo, ex assessore di Luigi De Magistris. Dunque una posizione fortemente contraria a Salvini & co.

Risultato? Titty – che della squadra femminile è capitana – è stata messa fuori rosa, invitata dalla dirigenza multietnica a ritirare la candidatura a sostegno di Rosario Pezzella, candidato sindaco a Marano supportato da Mcm (la lista in cui è candidata Astarita) e la Lega, pena l'esclusione dalla squadra. E il caso politico del giorno è servito. Oggi in una lunga nota il club calcistico dichiara che a seguito della vicenda «non formalizezzerà l'iscrizione al campionato C1 regionale campano di calcio a 11». «L'Afro-Napoli United non è una squadra come le altre – si legge in una nota del club – nasce come progetto di inclusione e integrazione. Che compatibilità può esistere fra l'Italia dell'amministrazione leghista di Lodi che nega la mensa scolastica ai figli degli immigrati più poveri e l'Afro-Napoli?». D'altro canto c'è chi difende la giovane e con lei la libertà di scegliere da che parte politica stare, separando il calcio dallo sport attivo.