Balle di vestiti e scarpe, televisori e frigoriferi rottamati. Era tutto accatastato in un container, senza alcuna procedura di controllo o sanificazione, in attesa di partire verso l'Africa. Il carico di rifiuti speciali pericolosi è stato rinvenuto all'interno del porto di Napoli dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza, insieme ai funzionari dell'Agenzia delle Dogane. La spedizione era diretta al Burkina Faso e c'era veramente di tutto, per un totale di 3 tonnellate. Spazzatura inutilizzabile in Italia, ma preziosa merce da vendere in Africa. Risparmiando sullo smaltimento e, anzi, guadagnandoci.

I finanzieri del II Gruppo hanno identificato i due responsabili del traffico: si tratta di un 53enne della Costa d'Avorio e di un 50enne del Ghana, che sono stati denunciati per traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e ricettazione. Nell'anno appena trascorso, con operazioni analoghe, la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Dogane hanno scoperto 130 tonnellate di rifiuti pericolosi nel porto di Napoli e denunciato all'Autorità Giudiziaria 23 persone. Indagini parallele sono in corso per risalire anche all'origine dei rifiuti: è verosimile che provengano direttamente da attività commerciali.

Il traffico di rifiuto verso l'Africa

I vestiti e gli elettrodomestici danneggiati, che qui non hanno mercato, in Africa possono invece essere facilmente rivenduti. Nelle precedenti operazioni erano stati trovati anche scooter e automobili, in una occasione in un container era stato stipato persino un furgone, incastrato tra i sacchi della spazzatura. Quello che non viene recuperato, poi, viene semplicemente buttato, anche a ridosso delle baraccopoli, provocando gravi danni ambientali. Il guadagno per decide di usare l'Africa come una immensa discarica è notevole: smaltire in questo modo i rifiuti costa fino a un quinto rispetto a quanto si sarebbe dovuto spendere per liberarsene seguendo le leggi.