Ucciso per aver fatto arrestare i Casalesi, rinviato processo all’ultimo imputato

È cominciato, ma è stato subito rinviato al prossimo 15 ottobre, alla Corte d'Assise di Appello di Napoli, il processo a carico di Francesco Cirillo, ritenuto legato al sodalizio camorristico dei Casalesi e accusato di aver preso parte all'omicidio di Domenico Noviello, l'imprenditore ucciso nel 2008 a Castel Volturno dai killer dell'ala stragista guidata da Giuseppe Setola. Cirillo, secondo le risultanze investigative, era il "pretesto" per quella missione di morte: l'agguato era stato una vendetta per averlo fatto arrestare e, al tempo stesso, per terrorizzare gli altri imprenditori e costringerli a pagare il pizzo.
Noviello ucciso per essersi ribellato ai Casalesi
Domenico Noviello, imprenditore di San Cipriano d'Aversa, era stato ammazzato dai Casalesi il 16 maggio 2008 a Baia Verde. Si era ribellato al racket del clan, in un periodo in cui il potere del clan era pressoché totale e nessuno osava rifiutarsi di pagare, e aveva denunciato gli estorsori insieme al figlio Massimiliano. Tra gli arrestati, agli inizi degli anni 2000, c'era Francesco Cirillo, finito in manette con altre quattro persone ma l'unico ad essere condannato a 4 anni di carcere; gli altri quattro furono assolti, e tra loro c'era Alessandro Cirillo, detto ‘o sergente, cugino di Francesco, elemento di spicco della fazione guidata da Setola e diventato in futuro suo luogotenente.
Per la morte di Domenico Noviello sono stati condannati, con pene diventate definitive, esecutori e mandanti, ovvero il capo del gruppo militare del clan, Giuseppe Setola ‘o cecato, e suoi killer, in totale 9 persone; Cirillo era stato l'unico assolto in appello, sentenza poi annullata dalla Corte di Cassazione che ha rinviato ad un'altra sezione della Corte di Appello di Napoli. Il luogo dell'omicidio è stato oggi intitolato a lui come piazzetta Noviello e nel 2009 l'imprenditore è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile.
Il terrore dell'ala stragista di Giuseppe Setola
Seminare il terrore per far crollare tutti gli imprenditori e costringerli a pagare. Era il motto dell'ala stragista dei Casalesi, guidata da Giuseppe Setola, che nel 2008 uccise 18 persone, tra cui Noviello e i 6 ghanesi della strage di San Gennaro a Castel Volturno. La vecchia condanna a 4 anni incassata da Francesco Cirillo fu il pretesto per l'agguato a Noviello, come successivamente affermato anche dallo stesso Setola durante il processo di primo grado per il delitto: "l'omicidio di Noviello perché aveva mandato in carcere Francesco Cirillo".