Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico di Paestum, ha deciso di chiudere il proprio profilo Facebook. Una decisione comunicata con un messaggio che spiega in poche righe un pensiero che nasconde un discorso forse più complesso: "Non voglio più far parte di una rete che dissemina odio e violenza – spiega – e che sostituisce il dialogo vero con link ed emoticon". Interrogato a più riprese sulla scelta, a tratti personale, a tratti di vera e propria protesta, Zuchtriegel, archeologo tedesco di Weingarten, in carica al suo ruolo dal novembre 2015, spiega che non ha nulla contro la rete in sé che ha apportato vantaggi e migliorie su tantissimi fronti ma che sono i social network e il loro uso a preoccuparlo. Un pensiero che ha trovato conferma secondo lo stesso direttore attraverso i fatti accaduti in Nuova Zelanda dopo il killer che ha trasmesso con una diretta Fb di 17 minuti la strage compiuta a Christchurch, strage costata la vita a 49 persone: "Non intendo assistere più a una tale caduta dei valori umani: è una situazione allarmante".

I social tirano fuori il peggio delle persone: odio, rancore e polemiche

Zuchtriegel accusa poi Facebook, così come gli altri social network, di essere un'azienda come tante e quindi di non avere una mission legata alla comunicazione personale ma a quella aziendale. Il punto dunque risiede qui, nel modo di comunicare formatosi attraverso i social: "Conosco persone rispettabilissime, con cui parlo sempre volentieri. Poi, in rete, diventano irriconoscibili, tra post e commenti al vetriolo", spiega l'archeologo che sottolinea ancora una volta l'importanza di Internet nella vita delle persone e la pericolosità invece dei social e del digitale che tirano fuori il peggio delle persone: odio, rancore e la polemica estrema. Secondo Zuchtriegel bisogna ritrovare il modo di comunicare faccia a faccia, a voce e non attraverso un'email o un messaggio. Dicendo e parlando di cose che non seguono trend, tag o tendenze momentanee, come sottolineato in un'intervista nella quale ha dichiarato che il cervello umano si è evoluto in millenni, comunicando attraverso un contenuto, i gesti e il tono della voce, cose che ora sono state sostituite da un like o una emoticon, considerate da Zuchtriegel uno schiaffo all'evoluzione umana.