Si chiamava Angelo Lanzaro, aveva 43 anni e da un anno e mezzo viveva nel capannone che un tempo ospitava il Mercatone ad Avellino, il senza fissa dimora morto ieri nella città campana a causa del freddo. L'uomo è stato trovato sul suo giaciglio ghiacciato, privo di vita. Oggi sarà effettuata l'autopsia anche se la situazione tuttavia lascia poco spazio ai dubbi. Drammatica la storia di Angelo: originario della provincia di Napoli, con un matrimonio finito alle spalle e due figli, ridotto in povertà e costretto ad abitare in un tugurio. Il Mercatone, nonostante gli accessi fossero stati murati, è di facile accesso d'estate. D'inverno, tuttavia, per le temperature rigide nessuno vi si rifugia. Solo i più disperati fra i disperati.

Ora, dopo la tragedia, ad Avellino la polemica coinvolge l'Amministrazione comunale: com'è possibile che un senza fissa dimora seppur conosciuto dai servizi sociali non sia stato ‘messo in sicurezza' e monitorato? Possibile che sia ‘sfuggito' in una cittadina medio-piccola come Avellino, dove il problema dei clochard non rappresenta una situazione ingestibile al pari delle grandi metropoli? L'amministrazione è guidata da tre anni da Paolo Foti (Partito Democratico).  E dire che il giovane morto di freddo appariva in un reportage giornalistico dell'emittente irpina Tele Nostra, datato dicembre 2016, nel quale, interpellato da un cronista, chiedeva disperato aiuto proprio al sindaco avellinese per la sua situazione, senza evidentemente ottenere riscontro.

Procura apre fascicolo, riunione in Prefettura.

Il pm del Tribunale di Avellino, Paola Galdo, ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità sulla morte di Angelo Lanzaro. I due clochard che condividevano con la vittima lo stesso riparo, sono stati convinti a lasciare la struttura e trasferiti presso la Casa della Fraternità, "don Antonio Forte", gestita dalla Caritas e che ospita 22 senza fissa dimora, quanti sono i posti disponibili. In mattinata vertice in prefettura ad Avellino sull'emergenza freddo.

Il sindaco di Avellino: "Chiedo scusa alla città"

"Chiedo scusa alla città per la morte di Angelo Lanzaro. Non era un cittadino di Avellino, ma un uomo fatto di carne e ossa. Un uomo che non meritava di morire così. Aprirò un'indagine interna per individuare eventuali colpevoli. Un'indagine rivolta a chi doveva occuparsi del caso di Angelo e dei suoi amici". A parlare alla testata giornalistica locale Ottopagine, è il sindaco di Avellino Paolo Foti che annuncia così un approfondimento interno all'Amministazione per individuare eventuali falle nella catena di responsabilità alla base della mancata individuazione del senzatetto sul territorio comunale.