La delibera è la numero 446, approvata in gran segreto il 1 giugno scorso, pochi giorni prima delle Elezioni Comunali, è di quelle destinate a lasciare il segno, insieme a una lunga scia di polemiche in Consiglio comunale (dove l'atto dovrà passare per essere definitivo). Di cosa si tratta? Semplicemente di ‘legalizzare' le occupazioni abusive di immobili del Comune, nello specifico di quelli che sono diventati centri sociali. Si tratta della cosiddetta «delibera sugli spazi» che il mondo della sinistra antagonista, legato a spezzoni di Rifondazione Comunista e di Sel attendeva da tempo e che era stato promesso dal sindaco Luigi De Magistris durante la sua campagna elettorale per la riconferma a sindaco nel quinquennio 2016- 2021. Di cosa si tratta nello specifico? Presto detto. Nel dicembre 2015 l'Amministrazione comunale con una delibera ‘pilota', la 893/2015, fece in modo di riconoscere ed inserire gli spazi dell'edificio del Complesso di San Gregorio Armeno noto come ex Asilo Filangieri in vico Maffei «nel novero delle strutture e degli spazi destinati alla fruizione civica e collettiva per ll loro valore di bene comune». Immobili occupati che l'Amministrazione tuttavia ritiene di non sgomberare e di lasciare a coloro che vi si sono introdotti con lo scopo di avviare attività, perché considerati, come si legge dalla delibera che Fanpage.it ha visionato «capaci di generare capitale sociale, manifestatisi come fattori di aggregazione, capaci di promuovere comportamenti di cittadinanza attiva. generatori di sistemi di autogoverno ed autoregolazione ispirati alla libertà di accesso e di partecipazione e comunque al sistema di valori sanciti e tutelati dalla Costituzione della Repubblica italiana».

I centri sociali ‘legalizzati' dal Comune di Napoli.

Oltre all'Asilo Filangieri, ecco l'elenco dei centri sociali per così dire ‘legalizzati' dalla giunta De Magistris e che fanno riferimento a realtà molto diverse tra loro: l'ex Opg dichiaratamente pro-De Magistris tanto da fare attività di rappresentanza di lista durante le elezioni, Iskra e Bancarotta che operano a Bagnoli e sono col sindaco contro il commissario voluto da Matteo Renzi, ‘Magnammece o' pesone‘ che è vicino all'area che fa riferimento all'assessore al Patrimonio Sandro Fucito.
– Salita San Raffaele, 3 (ex Convento delle Teresiane);
– Via Nisida, 24 (ex Lido Pola)
– Via di Pozzuoli 110 (Villa Medusa)
– Via Matteo Renato Imbriani – ex Monastero di Sant'Eframo Nuovo – ex OPG occupato;
– Salita Pontecorvo, 46 – ex Convento delle Cappuccinelle — ex Carcere minorile Filangieri;
– Via San Giovanni Maggiore Pignatelli, 5 – ex Conservatorio Santa Maria della Fede;
– Via Salvator Rosa, 195 — ex Scuola Schipa
A queste realtà non sarà applicato contratto di locazione per l'utilizzo delle strutture ma verrà loro concesso il cosiddetto «uso civico». Non è chiaro chi coprirà i costi di pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria, utenze elettriche, idriche e eventualmente telefoniche. Nell'istruttoria da cui si è partiti per arrivare alla delibera, lo scrive il Comune, sono stati «letti ed acquisiti» materiali «provenienti da più fonti: dossier autoprodotti, passaggi di stampa, social network» che «forniscono notizie sui percorsi di rigenerazione, delle attività di cura e delle iniziative di manutenzione poste in essere». È così che Palazzo San Giacomo ha valutato l'interesse delle iniziative.

I dubbi della Ragioneria generale del Comune.

Lo annota Alessio Gemma su Repubblica Napoli: la Ragioneria generale nel suo parere scrive: «La particolare situazione finanziaria del Comune richiede notevole prudenza e rigore nell'uso e nella razionalizzazione delle risorse, in considerazione dell'interesse pubblico e della funzione del bene comune». In parole povere: un ente in pre-dissesto deve cercare di trarre reddito il più possibile. Per ridurre la pressione fiscale, per individuare occasioni di guadagno, per uscire dal guado. Di diverso avviso l'Amministrazione comunale: è più importante il concetto di appartenenza collettiva e di rigenerazione sociale degli immobili.  Anche negli anni Novanta per regolarizzare lo storico centro sociale Officina 99 fu adottata una soluzione poco ortodossa: il Comune aprì i cordoni della borsa e acquistò l'immobile da un privato. Ora, invece, rinuncia a possibili guadagni.

Occorrerà capire cosa accadrà in Consiglio comunale: dal centrodestra Andrea Santoro annuncia che osteggerà l'atto e lo invierà alla Corte dei Conti. In area Pd è Valeria Valente, candidata sindaco sconfitta, a parlare: «Ancora una mossa maldestra in barba ai criteri di trasparenza tanto appellati dal sindaco, è questo il "controllo popolare" a cui fa riferimento? Assisteremo ad una nuova assegnazione in stile ex-Asilo Filangieri? Non sarebbe forse giunta l’ora di avviare quel processo di vendita e di messa a reddito del patrimonio immobiliare comunale annunciato dal sindaco già 5 anni fa e mai portato avanti?».

La delibera che legalizza le occupazioni dei centri sociali.

La delibera del Comune di Napoli sulla regolarizzazione degli spazi.in foto: La delibera del Comune di Napoli sulla regolarizzazione degli spazi.

La delibera integrale in formato pdf che dispone la «ricognizione degli spazi di rilevanza civica ascrivibili al noveri dei beni comuni» è disponibile qui integralmente.