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2 Gennaio 2016
17:00

De Magistris ‘benedice’ l’ex Asilo Filangieri: brindisi e delibera per regolarizzarlo

La giunta comunale regolarizza l’occupazione dell’ex Asilo Filangieri nel centro storico, adibito a laboratori artistico-teatrali: una delibera ne riconosce il valore culturale.
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Il brindisi all’ex Asilo Filangieri con De Magistris / foto Fb

Qualche giorno fa, il brindisi con gli ‘animatori' dell'ex Asilo Filangieri in vico Maffei nel centro storico a Napoli per la fine dell'anno. E oggi si capisce che i festeggiamenti erano qualcosa in più della gioia per l'arrivo del 2016: Luigi de Magistris ha infatti oggi firmato la delibera che regolarizza la struttura occupata qualche anno fa (allora c'era il collettivo ‘la Balena', poi ridefinito nelle partecipazioni e nei progetti) e sostanzialmente trasforma l'ex scuola ed ex sede del Forum delle Culture in un ex immobile occupato.

È tutto nero su bianco, nella delibera approvata su proposta degli assessori alla Cultura Nino Daniele, al Patrimonio Sandro Fucito e alle Politiche urbane, beni comuni e democrazia partecipativa Carmine Piscopo: "L'atto – si legge in una nota del Comune di Napoli – riconosce e inserisce gli spazi dell’ex Asilo Filangieri, da oggi denominato L'Asilo, nei luoghi della cultura destinati alla fruizione collettiva e all’iniziativa civica". In un atto di giunta del 2012 lo spazio era già stato destinato "alle espressioni culturali". Oggi, spiegano dal Comune, c'è la presa d'atto "del sistema di autoregolazione che ‘gli abitanti dell’Asilo' hanno originato in questi anni, all’interno della cornice di garanzie di inclusività e di sviluppo civico previste dall’Amministrazione comunale". L'ex Asilo Filangieri è gestito da una ‘Assemblea di Gestione‘ (aperta a tutti), da una ‘Assemblea di Indirizzo‘ (di cui si può chiedere di far parte dopo avere partecipato a 4 Assemblee di Gestione e ad una Assemblea di Indirizzo nell’arco temporale di 3 mesi, come spiega il regolamento autoredatto dagli occupanti della struttura) e da un ‘Comitato dei Garanti‘ "composto da 7 membri scelti tra personalità di rilevo che abbiano competenza in materia di democrazia partecipativa". "Con questo atto – spiega l’assessore Piscopo a nome anche degli altri firmatari – prosegue il percorso di valorizzazione del lavoro di coloro che stanno contribuendo a dar vita ad un sistema culturale diffuso, e si conferma la volontà da parte del Comune di incentivare la costruzione di spazi diversi dai circuiti tradizionali, di accompagnamento di una sperimentazione aperta, inclusiva". Qualche settimana fa, a seguito di una intervista a Napoli Fanpage.it l'avversario di De Magistris alle prossime Comunali 2016, Gianni Lettieri, aveva proposto quale destinazione d'uso dell'immobile la sede della Fondazione De Filippo, scatenando la dura reazione degli ormai ex occupanti.

Il precedente: l'acquisto di Officina 99

Non è la prima volta che il Comune di Napoli nella sua storia recente ‘regolarizza' realtà occupate: era accaduto – ma con altre modalità – anche durante la consiliatura di Rosa Russo Iervolino quando l'allora assessore di Rifondazione comunista Raffaele Tecce acquistò da un privato per 1,2 milioni di euro lo stabile di via Carlo di Tocco a Gianturco che ospitava Officina 99, lo storico centro sociale occupato dai tempi della ‘Pantera' universitaria. Officina 99 fu dunque regolarizzata e affidata a un comitato di garanti.

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