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Coronavirus
31 Marzo 2020
15:41

A Napoli il panaro solidale per donare o prendere cibo. ‘Aiutiamo chi non ce la fa’

A Napoli nasce il panaro solidale, per aiutare chi non riesce più a mettere un piatto a tavola. L’idea è semplice: si cala un cesto dal proprio balcone e chiunque può lascia un genere di prima necessità. Chiunque ne avesse bisogno può prenderlo, tutto nell’intimità dei vicoli di Napoli che non giudicano chi sei ma tendono la mano.
A cura di Gaia Martignetti
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Il panaro per la prima volta è comparso sotto il campanile di Santa Chiara con una frase: ""Chi può metta, chi non può prenda". Le parole sono di San Giuseppe Moscati e da qualche giorno accompagnano una solidarietà di quartiere, nata dai balconi, di chi allunga il suo pasto a un vicino o a chi un piatto di pasta non riesce più a metterlo a tavola. Un modo per combattere la crisi economica derivata dalla quarantena a causa del Coronavirus.

Così a Napoli Angelo Picone e Pina Andelora, che condividono l'arte e la vita hanno deciso di rispondere a questa improvvisa e imposta distanza sociale. «Con le associazioni chiuse abbiamo visto pure la mensa qua in piazza chiusa, avevamo degli amici del quartiere che conosciamo che vivono un po' in strada e allora abbiamo pensato di allungare il nostro pasto e l'abbiamo condiviso. Poi abbiamo cominciato a lasciare il paniere sospeso così con la scritta di Moscati e hanno cominciato a mettere dentro delle cose, delle donazioni». Mentre, affacciato al suo balcone Angelo ci spiega com'è nato tutto,  passato diverse persone che urlano grazie o lasciano una busta della spesa nel panaro. «Da qualche giorno ho visto questi panierini, quindi adesso sono andato a comprare due cose, ho pensato di dare un piccolo contributo, un po' di pasta che può servire per le cose ordinarie». Armato di mascherina e buste della spesa, chi lascia un'offerta saluta Angelo, sorride e torna a casa. Lui invece continua a raccontare: «Il paniere che poi è la sospensione in questo limbo tra il donare e il ricevere e in forma anonima pure, quindi può favorire in tutti e due i sensi, tanta gente viene non vuole la notorietà della donazione ovviamente non lo fa per questo, però anche per chi prende. viene conservata quella privacy, quella intimità dignitosa».

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