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A Napoli metà dei cittadini denuncia la camorra. L’altra metà, però, ha paura

È questo il dato emerso da un’indagine condotta dall’università Suor Orsola Benincasa, dalla fondazione Polis e dal centro Res Incorrupta, campionando i dati Istat sui delitti nel Paese e basandosi su questionari proposti a 100 napoletani.
A cura di Valerio Papadia
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A Napoli e in generale al Sud Italia, l'omertà non è così diffusa come si possa immaginare. È questo, in sostanza, il dato emerso da un'indagine condotta dall'università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dalla fondazione Polis e dal centro Res Incorrupta. L'indagine si è basata sui dati Istat relativi alle denunce presentate nel 2014 e sulle risposte date da 100 napoletani ad interviste condotte negli ultimi sei mesi del 2016.

L'indagine mostra come però ci sia una netta divisione. Circa il 50% degli intervistati, infatti, denuncia i reati di stampo tipicamente mafioso come racket, usura e spaccio. L'altra metà, di contro, ha paura di denunciare. La reticenza, però, non deriva, come emerso dalla ricerca dall'omertà legata ad un'eventuale connivenza con i clan, ma lo fa appunto per paura e per sfiducia nelle forze dell'ordine e nello stato in generale.

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