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A Napoli nasce il babà nero: un dolce contro il razzismo

La storica caffetteria napoletana Gambrinus reinventa il babà, lanciando anche un forte messaggio di tolleranza e integrazione.
A cura di Valerio Papadia
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L’esterno della caffetteria
L’esterno della caffetteria

Può il babà, dolce tipico della tradizione gastronomica partenopea, diventare ancora più goloso? A quanto pare, sì. La caffetteria Gambrinus, storico locale di Napoli sito in Piazza Trieste e Trento con uno sguardo su Piazza del Plebiscito, ha infatti messo a disposizione dei suoi avventori una rivisitazione dell'intramontabile dolce napoletano: il babà nero. Quelli più legati alla tradizione sicuramente storceranno il naso, ma non hanno di che preoccuparsi. Non si tratta infatti di un impasto al carbone vegetale o con farine integrali, molto in voga negli ultimi tempi, né la ricetta originale è stata intaccata in alcun modo: si tratta del classico babà che la storica caffetteria ha deciso però di ricoprire con uno strato di finissimo cioccolato e una mousse aromatizzata alla zuppa inglese.

L'iniziativa prende le mosse da Massimiliano Rosati e Michele Sergio, rispettivamente responsabile commerciale e legale del Gambrinus, con la collaborazione, ovviamente, del pasticciere di casa Stefano Avellano. Oltre all'obiettivo di soddisfare le papille gustative di migliaia di cittadini e turisti, il babà nero ha anche una valenza sociale: lanciare un chiaro messaggio contro qualsiasi forma di razzismo e intolleranza in una città che, per storia, cultura e tradizioni, favorisce da sempre l'integrazione tra popoli di differente etnia, in un periodo storico in cui l'esigenza di ribadire concetti del genere è quantomai necessaria.

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