A Napoli e in Campania si beve ormai già ad 11 anni: nonostante in Italia ci sia il divieto di somministrazione di sostanze alcoliche ai minori di sedici anni, sempre più giovani iniziano a bere in attorno agli 11, forti anche del proliferare di bar e baretti che ormai sono diffusi un po' ovunque e del fatto che i controlli sembrano essere minimi. E questo ha fatto sì che il problema dell'alcolismo tra i giovani in Campania sia diventato ormai una piaga. Secondo uno studio di cui si è discusso infatti negli scorsi giorni a Napoli e dal titolo eloquente "I giovani e la febbre del sabato sera", si inizia a bere già attorno agli 11 anni: un'età in cui si è pericolosamente esposti a diversi pericoli (come fumo e alcolici) e nella quale non si hanno freni inibitori. Nel dossier, presentato all'Ordine dei Medici di Napoli, si evince che i giovani più a rischio non siano tanto i ragazzi che arrivano da contesti "problematici", ma piuttosto di "normali adolescenti", che sono completamente ignari dei pericoli, molti dei quali si verificano a distanza di tempo. Sotto accusa anche il "binge drinking", ovvero quella sorta di "gioco" molto diffuso tra gli adolescenti e che consiste nell'assumere a distanza di brevissimo tempo diverse quantità di alcolici, ottenendo così un effetto devastante per il corpo e per la mente.

Un fenomeno che provoca parecchi danni, quello dell'eccessivo alcolismo nei più giovani, e che talvolta sfocia in vere e proprie tragedia. Come la scorsa estate, quando a perdere la vita fu Nicola Marra, detto Nico: il giovane fu ritrovato senza vita in un vallone di Positano, vittima del "sistema dello sballo". Anche il padre di Nico era presente alla presentazione del dossier, per portare il suo messaggio e la sua testimonianza per quanto riguarda questo triste fenomeno.

I dati preoccupanti del dossieropd

Preoccupanti i dati del dossier campano: il 52,8% dei soggetti ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 ed i 14 anni, mentre il 51,6% dei giovani tra gli 11 ed i 19 anni beve "qualche volta", a fronte di un 8,2% che dice di farlo "spesso". Solo due giovani tra i 15-19 anni si dicono astemi, mentre in questa fascia d'età chi beve "qualche volta" schizza fino al 65%. Nel 2018, inoltre, le chiamate di soccorso per abuso di alcol sono state 409 (quest'anno, nei primi cinque mesi del 2019, siamo giù attorno alle 150 chiamate), mentre le crisi dovute al consumo di droga sono state 372 (quest'anno già settanta nei primi cinque mesi). Ben 4.673 incidenti stradali del 2018, contro i 1.395 già segnalati nei primi cinque mesi del 2019. Insomma dati davvero preoccupanti e sui quali c'è bisogno della massima attenzione.