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A Secondigliano fiaccolata per San Gaetano Errico: “Chiediamo più attenzione e rispetto”

Lunedì sera un corteo illuminato da centinaia di candele ha percorso le strade del centro storico del quartiere, in occasione della festa liturgica di san Gaetano Errico. In tanti hanno risposto alla chiamata dei Missionari dei Sacri Cuori. Il rettore: “Secondigliano deve risvegliarsi. Solo se restiamo uniti, possiamo rivoluzionare questo popolo”.
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A cura di Claudia Procentese
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«Secondigliano deve risvegliarsi, chiedere più attenzione alle autorità e alle amministrazioni per i suoi problemi sociali e ambientali. Questa fiaccolata vuole essere un messaggio di speranza e fiducia: San Gaetano è luce, uniamoci. Chiediamo maggiore rispetto per il nostro quartiere». Chiara e forte è stata la preghiera di padre Luigi Toscano, rettore della Casa Madre dei Missionari dei Sacri Cuori, durante il corteo illuminato da centinaia di candele che, lunedì sera, ha percorso le strade del centro storico di Secondigliano. Poco dopo le venti, in occasione della festa liturgica di San Gaetano Errico che cade il 29 ottobre, in tanti hanno risposto all’appello dei giorni precedenti scritto su un avviso in chiesa: “Venite tutti per testimoniare che a Secondigliano c’è un popolo che merita rispetto e ha un suo figlio santo”.

Calate le saracinesche dei negozi, una lunga fila di persone ha seguito il sacerdote che, microfono in mano, conduceva la processione. I passi silenziosi sono stati intervallati da canti dedicati al santo patrono, fondatore della congregazione religiosa di via Dante. Per i secondiglianesi è sempre stato ’o superiore. Venerabile nel 1884, beato nel 2002, santo nel 2008. Nato e morto a Secondigliano, don Gaetano è vissuto tra la sua gente, dalla parte dei deboli. «San Gaetano Errico diede la vita per Secondigliano, visse tutto il suo tempo in questo quartiere. Se restiamo uniti, possiamo migliorarlo – ha continuato padre Luigi nel cammino fino al corso principale che ha coinvolto fedeli e semplici cittadini -. Non è vero che siamo pochi, siamo tanti, possiamo rivoluzionare questo popolo». La fiaccolata si è conclusa nel cortile della Casa Madre dove, tra decine di lumini accesi, il prete ha ringraziato i presenti e rinnovato con vigore la chiamata: «Destiamo le coscienze. Se ci mettiamo insieme, e non solo per una sera ma sempre, allora ci può essere reale cambiamento».

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