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"Ci sono persone che non hanno di che sfamare i propri figli, famiglie disagiate, che vivono in quelli che sono i ‘portoni' di Acerra, abitazioni occupate anche da più nuclei, che non riescono ad ottenere nemmeno il reddito di cittadinanza". Con queste parole Pina Russo, ideatrice de "La porta aperta", catena umana che è diventata una vera e propria associazione, spiega la situazione ad Acerra, nella provincia di Napoli. E allora ecco che proprio l'associazione, insieme ovviamente alla cittadinanza, si prodiga per aiutare i poveri, le persone in difficoltà, quelle che non riescono ad avere accesso nemmeno ai sussidi del governo come il reddito di cittadinanza. "Non accettiamo denaro solo alimenti, vestiario, biancheria, cose che possono servire. Le scuole ci hanno aperto le porte, ed i bambini hanno accettato di fare ogni tanto una raccolta alimentare, portando da casa qualcosa" dice ancora Pina Russo.

"Le scuole ci hanno aperto le porte, ed i bambini hanno accettato di fare ogni tanto una raccolta alimentare, portando da casa qualcosa. Nessuna mamma si è tirata indietro, e sono arrivati chili di pasta, olio, generi alimentari per neonati. La nostra associazione poi porta la spesa a chi la richiede. E non solo alimenti. C'è un riciclo di cose che le persone non usano più, come passeggini, culle, mobili, che però servono ad altri cittadini in evidente stato di difficoltà. I contatti sulla nostra pagina Facebook sono tantissimi" conclude l'ideatrice dell'associazione che, solo nell'ultimo anno, ha aiutato circa 1.500 persone.