Almeno due colpi di pistola, sparati da distanza ravvicinata. È stato ucciso così, colpito al petto e all'addome, Ferdinando Longobardi, 29 anni, pregiudicato che da poco era stato rilasciato dopo 6 anni di carcere. Lo hanno affrontato nel popoloso rione San Nicola, nel centro di Mondragone, in provincia di Caserta. Tra le piste ritenute maggiormente verosimili, quella della guerra per il controllo della droga. Il giovane era il nipote di un pregiudicato coinvolto in una operazione contro un clan vicino al boss Augusto La Torre.

L'agguato è avvenuto intorno alle 21.30 di oggi, 4 settembre. Vicino al corpo sarebbe stato trovato un coltello: non è escluso che il ragazzo si fosse accorto di essere finito nel mirino e avesse preso l'arma nel tentativo di difendersi. Inutile l'intervento dei sanitari del 118, arrivati dopo la segnalazione della sparatoria: il ragazzo era già morto, probabilmente ucciso sul colpo. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Mondragone, che hanno avviato le indagini. Si parte dalla figura della vittima, dai suoi precedenti penali per droga e dalle sue parentele, per vagliare le possibilità che potrebbero aver portato alla sentenza di morte.

I contorni dell'omicidio non sono ancora chiari, ma le circostanze sembrano portare dritti alle faide di camorra e, in particolare, agli scontri di potere che sono in atto a Mondragone per la conquista delle piazze di spaccio dopo il declino del clan La Torre e i pentimenti del gruppo Pagliuca. Il ragazzo, reduce da una lunga detenzione, potrebbe aver cercato di inserirsi nel narcotraffico entrando in contrasto con altri gruppi.