La vittima, Ciro D’Onofrio
in foto: La vittima, Ciro D’Onofrio

Diciassette anni, ma già pronto a sparare per uccidere e a farlo nel centro cittadino. Sarebbe stato lui che, insieme a un complice già arrestato, aveva fatto fuoco contro Ciro D'Onofrio, ammazzato in un agguato a Salerno il 30 luglio 2017. Il giovane, G. S., oggi 19 anni e attualmente in una comunità per minori in provincia di Foggia, è stato raggiunto da una ordinanza cautelare emessa dal tribunale del Riesame e disposta dal tribunale per i Minorenni ed eseguita dai poliziotti della Squadra Mobile di Salerno. L'agguato in cui fu ucciso D'Onofrio, hanno ricostruito gli inquirenti, si colloca negli scontri tra gruppi criminali per la gestione delle piazze di spaccio.

La vittima, 36 anni, fu affrontata in viale Kennedy, nel quartiere Pastena, intorno alle 23. Gli spararono contro diversi colpi di pistola da uno scooter, D'Onofrio fu raggiunto da almeno tre pallottole. Per le indagini dopo quella morte gli investigatori, come sottolineato dal procuratore Patrizia Imperato, si erano scontrati con un clima di forte omertà. Malgrado la mancata collaborazione si era giunti ad individuare due fratelli salernitani, identificati attraverso l'analisi dei tabulati dei telefoni in uso alla vittima e agli indagati; ulteriori riscontri erano arrivati dalle indagini delegate al Servizio Operativo Centrale.

Due anni dopo, il 29 luglio 2019, era stato arrestato Eugenio Siniscalchi, 28 anni, già detenuto nel carcere di Fuorni, accusato di omicidio volontario con l'aggravante della premeditazione e della detenzione e del porto illegale di una pistola calibro 9 usata per colpire D'Onofrio al cuore e ai polmoni. Ieri, 16 ottobre, è arrivata l'ordinanza anche per il fratello, che all'epoca dei fatti era ancora minorenne.