La vicenda di Davide Bifolco, ucciso da un colpo sparato da un carabiniere a Napoli, durante il controllo ad un posto di blocco, ricorda un'altra drammatica storia, avvenuta molti anni fa sempre nella periferia Ovest del capoluogo. Era il 20 luglio del 2000 quando sulla lunga strada di Agnano, area occidentale di Napoli, la via che dall'Ippodromo costeggia una serie di rivendite d'auto e sale su verso gli Astroni, un poliziotto fece fuoco uccidendo, al termine di un breve inseguimento, Mario Castellano, 17 anni. La storia generò la rabbia, enorme, tra Bagnoli e Fuorigrotta, zona di residenza dei Castellano. In pratica il poliziotto che fece fuoco, Tommaso Leone, faceva parte di una pattuglia in servizio nella zona di Agnano. Quella sera intercettò il giovane che stava circolando in zona sprovvisto del casco. Leone scese dalla volante cercando di bloccarlo. Per farlo si piazzò  dietro un'aiuola. Non vi riuscì, finì a terra e estrasse la pistola d'ordinanza esplodendo un colpo che raggiunse il giovane mortalmente alle spalle. Il poliziotto, sospeso dal servizio, fu arrestato tre giorni dopo su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli.

Ne nacque un lunghissimo iter processuale: condannato in primo grado a dieci anni con il rito abbreviato per la morte di Castellano, Leone fu però assolto dai giudici della corte di appello. I legali Montefusco e Fusco, difensori di parte civile, fecero quindi ricorso in Cassazione: la prima sezione annullò con rinvio la sentenza della corte d'assise d'Appello. L'iter si chiuse solo nel 2006 con la sentenza della V sezione della Corte di Cassazione che confermò la condanna a 10 anni di reclusione nei confronti di Tommaso Leone, il poliziotto responsabile della morte del ragazzino. L'agente fu condannato anche a risarcire la famiglia della vittima. Condannati, ma dal Tribunale di Roma e poi giunti a una transazione economica di 25 mila euro, anche il settimanale ‘L'Espresso' e il suo giornalista Gianpaolo Pansa per la pubblicazione di un articolo, in data 3 agosto 2000, "ritenuto offensivo alla memoria di Mario Castellano".