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17 Settembre 2017
10:09

Alessandra Madonna, parla il padre: “Ma quale incidente, lui l’ha buttata sotto”

“Un incidente? Impossibile. Nessun trascinamento, mia figlia è stata buttata sotto con l’auto”. Il padre di Alessandra Madonna, Vincenzo, parla con Fanpage.it ed espone i suoi dubbi sulla morte della 24enne.
A cura di Gaia Bozza
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C'è ancora un grande alone sull'asfalto. E' l'alone del sangue, tanto, perso da Alessandra Madonna, la ballerina di 24 anni morta in circostanze da chiarire, dopo le lesioni riportate a causa dell'auto guidata dall'ex fidanzato, il coetaneo Giuseppe Varriale. Alessandra ha trovato la morte sotto casa dell'ex, in un parco residenziale di Mugnano (Napoli), nella notte dell'8 Settembre scorso. Il ragazzo è agli arresti domiciliari. E' accusato di omicidio volontario, anche se lui dichiara che si è trattato di un incidente: secondo la sua versione Alessandra si sarebbe aggrappata all'auto nel parcheggio di casa del ragazzo, dopo una lite; lui non si sarebbe accorto che la stava trascinando per pochi metri, un paio.

Su quel vasto alone c'è un mazzo di fiori. Ed è lì che il padre di Alessandra, Vincenzo Madonna, va quasi tutti i giorni. "È qui che voglio venire a pregare per lei, perché è qui che è stata viva l'ultima volta". Una disperazione che si intreccia alla rabbia di chi vuole giustizia: "Un incidente? Ma non può essere". Il signor Vincenzo non si dà pace. "Guardi qui, c'è l'impatto, la macchia più grande è qua. Lui dice che sono stati due metri, ma come può essere? C'è sangue anche più avanti". In effetti lo spazio è abbastanza grande, potrebbe trattarsi di cinque o sei metri tra l'alone di sangue più grande e altre macchie rimaste sull'asfalto.

Parla Vincenzo Madonna, il papà di Alessandra

"Qualcuno dice che lui è già sceso correndo verso i box, secondo me le ha dato una botta e poi l'ha caricata in auto". Secondo il papà di Alessandra, insomma, non ci sarebbe stato alcun accidentale trascinamento. Lui l'avrebbe messa sotto con l'auto: "Perché non ci sono macchie di sangue nel tratto dove sarebbe stata trascinata?", si chiede. "Dall'autopsia – continua – emergono il cranio rotto e il costato fratturato in più punti, il suo povero corpo ha subìto un impatto notevole". Quanto e come questo sia compatibile con un trascinamento o con un urto lo diranno le indagini, ma certo il dato salta all'occhio. Nella disperazione di genitore che ha perso la figlia in maniera drammatica e ingiusta, Vincenzo Madonna si sfoga: "Io mi chiedo che giustizia sia mai questa, che permette a Varriale di stare tranquillamente in casa, agli arresti domiciliari, con tutte le comodità a sua disposizione, mentre io non ho più mia figlia. Quando mi hanno chiamato i carabinieri, alle 5 del mattino, ho sperato fino all'ultimo che fosse un banale incidente stradale. Poi la verità, traumatica, una volta giunto in ospedale". Poi torna accanto al mazzo di fiori deposto su quella macchia di sangue, orribile promemoria di quanto accaduto. Vincenzo Madonna non riesce proprio a credere alla versione offerta dall'accusato: "Dove si è aggrappata, vorrei sapere", rincara. Poi,a passi larghi, percorre di nuovo lo spazio tra le tracce: "Qui sono almeno 6 metri, se lei si aggrappa a una macchina che per giunta va lentamente, scivolando non si può rompere cervello, cervelletto e costato, è impossibile. E poi alle gambe non aveva nemmeno un graffio, io le ho viste le gambe di mia figlia, ed era in pantaloncini: possibile che una persona trascinata non abbia graffi alle gambe?". Il papà di Alessandra, inoltre, non crede che una ragazza "così solare, così attaccata alla vita", possa essersi aggrappata a un'auto in corsa.

Non fa sconti a nessuno. Non ne fa nemmeno al contesto, al parco dove è successo tutto nella notte dell'8 Settembre. "Nessuno ha visto e sentito niente, grande omertà qui – si sfoga – Si chiudono dentro, vede. Qualcuno, quelli che hanno parlato, hanno detto che hanno sentito un botto, ma non urla o discussioni. Se ci fosse stato un litigio, le grida si sarebbero sentite". Mentre parla con Fanpage.it, però, qualcuno nel parco chiama i Carabinieri: la presenza del padre di Alessandra lì non è evidentemente gradita. "E' proprietà privata, per favore, comprenda, deve uscire, i condomini si lamentano", gli dicono. Madonna è costretto a uscire fuori dal parco, che poi è il luogo dell'omicidio, e a continuare il suo racconto lontano da quel posto. Un racconto che si fa sempre più cupo e scava indietro nel tempo: "Adesso stiamo apprendendo che il rapporto tra Alessandra e Giuseppe era violento. A noi lei non ha mai detto nulla: viveva con la madre e non ci vedevamo spesso, anche se ci volevamo molto bene. Recentemente ho saputo che una ragazza ha detto che, nel periodo in cui Alessandra e Giuseppe convivevano a Roma, lei è stata picchiata. Poi altre amiche, che hanno ripetuto le stesse cose ai Carabinieri, ci hanno riferito che una volta Ale si è rifugiata da loro per qualche giorno, con un occhio nero. Purtroppo non ci ha mai detto nulla né ha mai denunciato". Ma il racconto inquietante non termina qui: "E' stata aggredita ad agosto – rivela – Ale mi disse che Giuseppe, in discoteca, le aveva dato un calcio. Ci fu un chiarimento tra me, lui e suo padre: Giuseppe chiese scusa per l'episodio e anche per il messaggio violento che le aveva mandato: "Devi fare una brutta morte"". Un messaggio che suona, oggi, quanto mai sinistro.

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