Dati allarmanti quelli diffusi da Okkio alla Salute: in Campania un bambino su quattro tra gli otto ed i nove anni è in sovrappeso ed addirittura il 17,9% è obeso, per un totale complessivo del 44,1% dei bambini. Un dato preoccupante, che rischia così di portare alla formazione di futuri adulti alle prese con diversi problemi di salute e patologie legate all'obesità. I consigli dei pediatri alle mamme sono, generalmente, seguiti in modo scrupoloso nei primi mesi di vita dei bambini. Ma successivamente, si creano diversi problemi, causate da una cattiva interpretazione delle regole da seguire, da scelte sbagliate e ritenute invece idonee.

"I 1000 giorni di vita che iniziano dal concepimento sono fondamentali perché si pongono le basi del bagaglio di salute del bambino e della prevenzione del diabete e dell'obesità e già forniscono un "imprinting" sui futuri sapori del nascituro", ha spiegato la pediatra Raffaella De Franchis durante un convegno dello scorso 14 maggio dal titolo Donne Che Sanno, "spesso le mamme, una volta dimesse dall'ospedale, hanno paura di mangiare molte cose e anche il bambino non avrà traccia di quel sapore. Importante non utilizzare il miele sui biberon e tettarelle o sostanze dolcificanti, perché si allontanano i bambini dai sapori "amari" come cavolo, broccoli, che sono quelli più salutari. Buone regole sono non dare i pasti davanti la televisione, non utilizzare il cibo come ricompensa e fare un utilizzo limitato di proteine", ha proseguito ancora la De Franchis, "la quantità di proteine, carne e pesce, nei primi tre anni di vita incidono sulla predisposizione all'obesità. Le giuste quantità ad un anno di vita", ha concluso la pediatra, "sono 30 grammi di carne e 40 grammi pesce, che aumenta di 10 grammi a due anni. Inoltre, già dallo svezzamento si possono utilizzare alimenti ritenuti dai più allergizzanti, quali frutta secca, legumi che invece possono essere inseriti nelle giuste dose e modalità. Per le merende si consiglia frutta, cioccolata fondente, frutta secca, biscotti secchi".