America’s cup, al via l’inchiesta bis. Mail e intercettazioni al vaglio dei pm

La procura di Napoli ha aperto una nuova tranche nelle indagini relative a presunte irregolarità nella gestione delle due edizioni dell'America's Cup World series di Napoli. Il nuovo filone aperto dai procuratori aggiunti Alfonso D'Avino e Fausto Zuccarelli e dai pm Graziella Arlomede e Marco Bottino riguarda la gestione dei subappalti assegnati per l'allestimento e la realizzazione dell'evento.
A chiudere la prima fase investigativa relativa all'edizione di due anni fa nel caso America's cup, sono stati i 18 gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari notificati qualche giorno fa a 18 indagati – tra cui anche Caldoro, Cesaro e de Magistris. I reati ipotizzati a vario titolo sono, tra gli altri, associazione a delinquere, turbativa d'asta, abuso di ufficio e al falso. Proprio nell'ambito del primo capitolo, era stato contestato al sindaco sospeso Luigi de Magistris il reato di abuso d'ufficio per la scelta dell'Unione Industriali come socio privato della società ACN, avvenuta senza la regolare assegnazione tramite un bando di gara.
L'inchiesta bis: al vaglio intercettazioni telefoniche e mail
Oggetto della seconda indagine sono i singoli lotti di lavori, quelli finalizzati a trasformare il profilo del lungomare per la realizzazione dell'evento. La procura è al lavoro su un dossier di intercettazioni telefoniche e mail, ma anche sul sistema di subappalti e di consulenze assegnati da Acn, la società mista composta dagli enti locali e dagli industriali nel 2012 e dalla Camera di commercio nel2013.
Al centro dell'indagine guidata dai procuratori aggiunti Alfonso D'Avino e Fausto Zuccarelli e dai pm Graziella Arlomede e Marco Bottino ci sono quattro appalti: "per il servizio di progettazione, organizzazione e realizzazione di eventi per il Grande Evento America's Cup World Series"; quello della progettazione, allestimento, esecuzione, gestione e disallestimento del Naples Ac Village, dell'area tecnica, del Campus Salute, delle opere a mare e tutte le attività di assistenza necessarie allo svolgimento dell'evento (service); quello per il "servizio di progettazione, organizzazione, gestione e diffusione del piano di comunicazione del grande evento"; e poi quello per «la gestione dei brand nazionali che hanno sponsorizzato l'America's Cup nel 2013″.
Ma non è tutto. Sono state proprie le inetercettazioni raccolte dagli inquirenti insieme a un fitto scambio di email a determinare l'apertura di un altro capitolo investigativo in ordine a "presunte irregolarità in merito all'utilizzo dei fondi comunitari assegnati per la ristrutturazione della Casina pompeiana". Il monumento interno alla Villa comunale, è infatti oggetto degli accertamenti del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, che sta indagando sulla gestione del villino pompeiano. Che cosa ha a che vedere l'antico sito, restaurato appena qualche anno fa, con l'evento sportivo? È quello che sta accertando la procura, che per ora non ha formulato alcuna accusa precisa ma investiga sull'utilizzo poco trasparente dei fondi comunitari. Sono state proprio le conversazioni telefoniche circa la necessità di "fare qualcosa" nella casina, forse "darla agli americani" a far nascere i sospetti degli inquirenti. Le intercettazioni verrano scandagliate dai pm nei prossimi mesi.