Genitori napoletani sul piede di guerra contro l'Amministrazione guidata da Luigi De Magistris. Il problema? È sempre quello della refezione scolastica mai partita per l'anno 2017/2018 nonostante le lezioni siano iniziate da un pezzo e nonostante quest'anno il Comune di Napoli pretenda anche il pagamento del contributo una tantum da 15 euro.

Da qualche tempo è operativo il Coordinamento delle Commissioni Mensa Napoletane: mamme e papà dei bambini in pressing su Palazzo San Giacomo per ottenere informazioni ufficiali e certe riguardo la data di inizio del servizio di refezione. Cinque, le richieste. La prima è ovviamente definire con urgenza la data di inizio della refezione scolastica. Poi la proposta di concordate coi Dirigenti scolastici delle scuole comunali e statali modalità alternative per l’avvio del tempo pieno «per limitare – spiegano in un documento – al massimo la lesione del diritto allo studio dei nostri bambini». E ancora: «Provvedere allo stanziamento nel bilancio pluriennale delle risorse necessarie ad avviare la prossima gara per l’affidamento del servizio in tempo utile onde consentire l’inizio della refezione nel mese di settembre». Il coordinamento chiede una comunicazione più ufficiale alla giunta De Magistris (l'assessore al ramo è Annamaria Palmieri, fedelissima del sindaco) e ovviamente l'eliminazione del balzello da 15 euro.