Non si sono fatti alcuno scrupolo nell'approfittare della pandemia di coronavirus per imporre tassi di usura ai commercianti che, devastati dalla crisi, hanno cercato in tutti i modi di reperire liquidità. Tre le persone arrestare dalla Guardia di Finanza napoletana a Torre del Greco, paese del litorale vesuviana. Sono tutti noti pregiudicati: per due di loro si sono aperte le porte del carcere, il terzo è invece finito ai domiciliari. Sequestrati anche beni per 400mila euro al trio.

Tutto è iniziato dopo che due imprenditori del settore del corallo, una delle industrie più floride di Torre del Greco, hanno denunciato alle forze dell'ordine gli usurai. Dalle indagini, è emerso che i tre avessero fatto prestiti per tre milioni di euro a diversi imprenditori in difficoltà economiche, applicando tassi di usura fino al 275% mensili, tali da rendere impossibile la restituzione della somma. I tre sono ora indagati, a vario titolo, per i reati di estorsione ed usura. Gli inquirenti hanno scoperto che i tre agivano in varie regioni: oltre che in Campania, avevano infatti colpito con i loro tassi di usura anche imprenditori della Toscana, del Veneto e della Lombardia. Questa mattina, dopo lunghe indagini da parte della Procura della Repubblica di Napoli, per i tre sono scattati gli arresti, dopo i provvedimenti emessi dal giudice per le indagini preliminari. A finire in carcere sono stati A.S., classe '63, e G.V., classe '62, mentre ai domiciliari è finito G.C., classe '67. Per tutti e tre le accuse sono di usura aggravata ed estorsione in concorso.