Pagare un pieno d'aria al prezzo della benzina, o finire dal meccanico col motore distrutto. In entrambi i casi, una sola certezza: rimanere fregati era praticamente la normalità per chi si riforniva da quelle stazioni di servizio.
I trucchetti di due gestori di pompe di benzina, entrambe nella parte finale di via Marina verso via de Gasperi, sono stati scoperti dai militari del Nucleo di Polizia Economico della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli con un'operazione dal titolo evocativo: "Pieno a perdere".
E, infatti, davanti a un illusorio risparmio, gli automobilisti incappavano in truffe che nel migliore dei casi avrebbero svuotato il portafogli, nel peggiore avrebbero costretto a sostituire il motore.

Nella prima stazione di servizio, una "pompa bianca", le Fiamme Gialle hanno trovato un sistema mai visto prima: un telecomando che faceva schizzare il display, alterando il conteggio. I militari se ne erano accorti notando che, durante l'erogazione, i numeri scorrevano a velocità sempre diverse. Così hanno organizzato un appostamento e hanno scoperto che il benzinaio armeggiava con qualcosa in tasca. L'uomo ha provato a disfarsi del telecomando gettandolo nella spazzatura, ma il dispositivo è stato recuperato ed esaminato: era collegato alla colonnina della benzina e, con un tasto, velocizzava il display e contemporaneamente bloccava l'erogazione della benzina.

Anche la colonnina del gasolio era stata modificata per truffare l'ignaro cliente, ma con un sistema diverso: in un tombino ricoperto dal terriccio c'era una piccola leva che, azionata, faceva girare il display non appena la pistola veniva disinserita e riduceva del 30% l'erogazione: l'automobilista pagava 10 euro, ne riceveva 7 di benzina e 3 euro finivano direttamente nelle tasche del gestore.

Nella stazione di rifornimento vicina le Fiamme Gialle hanno scoperto una frode ancora diversa: i sigilli erano stati manomessi per permettere di alterare il conteggio dei litri. In buona sostanza, si poteva riportare indietro il dispositivo che corrisponde al "contachilometri" delle automobili in modo da non far risultare le erogazioni. Un sistema, spiegano gli investigatori, spesso viene utilizzato per evadere le tasse, ma anche per non lasciare traccia quando si usano carichi di contrabbando e di scarsa qualità, come l'olio lubrificante che arriva dall'Est e viene spacciato per benzina. In entrambi i casi sono stati prelevati dei campioni di carburante, che saranno esaminati in laboratorio.