I carabinieri hanno arrestato e sottoposto ai domiciliari Vincenzo Schiavone, presidente e amministratore di fatto della Casa di Cura Pineta Grande di Castel Volturno. Le accuse sono di corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e abuso d'ufficio. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e riguarda anche Domenico Romano, tecnico di parte della struttura sanitaria, destinatario di divieto di dimora nella regione Campania, e Giuseppe Schiavone, funzionario della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Caserta, per il quale è scattata l'interdittiva della sospensione dell'esercizio dei pubblici uffici per un anno. Al centro dell'indagine, i lavori di ampliamento di Pineta Grande, per i quali come dominus è stato individuato Vincenzo Schiavone.

L'ordinanza di esecuzione delle misure cautelari, eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, è il proseguimento di una precedente indagine che aveva fatto emergere un sistema di connivenze tra impiegati pubblici, tecnici privati e imprenditori che operavano sul territorio di Castel Volturno, tra i quali figurava anche Schiavone; il 7 gennaio 2019 era stata già emessa una ordinanza cautelare, poi confermata dal Riesame, nei confronti del geometra Carmine Noviello, responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale di Castel Volturno.

Indagine sull'ampliamento della clinica Pineta Grande

Successivamente, con ordinanza datata 16 novembre 2019 poi confermata dal Riesame, il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva disposto il sequestro delle opere di ampliamento ancora in corso di realizzazione della clinica Pineta Grande, autorizzate da delibere del consiglio comunale di Castel Volturno e permessi di costruire rilasciati dall'ufficio tecnico del Comune della provincia di Caserta.

Le indagini erano state avviate tra febbraio e marzo 2018, dopo la denuncia di un'altra struttura sanitaria del Casertano che aveva evidenziato delle irregolarità nella concessione delle autorizzazioni. I militari hanno accertato che, in effetti, le autorizzazioni non rispettavano le normative su realizzazione e ampliamento delle strutture sanitarie, quelle della regolamentazione regionale e quelle della normativa edilizia/urbanistica. Tra le violazioni evidenziate dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone, quelle relative soprattutto ai posti letto, come l'assenza di verifiche di compatibilità col fabbisogno regionale e con le esigenze di localizzazione territoriale.

La Procura: "Uffici pubblici assoggettati ad esigenze personali"

Secondo il gip che ha firmato l'ordinanza, Vincenzo Schiavone avrebbe creato "una serie di relazioni che gli hanno consentito di accedere ai vari livelli istituzionali per ottenere agevolazioni e per soddisfare i propri interessi personali ed è persona capace di assoggettare gli uffici pubblici locali alle proprie esigenze personali". Schiavone è accusato anche di avere tentato di avvicinare il magistrato che stava indagando su di lui dopo essere venuto a conoscenza dell'indagine dai procedimenti già emessi. Un comportamento, rileva la Procura di Santa Maria Capua Vetere, "sintomatico della sua attitudine ad inquinare le prove".