Una decina di euro per procurarsi il necessario dalla Cina, due o tre settimane perché la spedizione arrivi a destinazione e la produzione può iniziare. Lo strumento, il goffratore, si trova facilmente anche in Italia per una trentina d'euro, ma per farsi creare il timbro con numeri e cifre l'unica possibilità è rivolgersi a qualche ditta estera, dove non fanno domande. Il guadagno è notevole: ogni marca da bollo così falsificata costa pochi spiccioli, il prezzo per la carta adesiva dopo l'investimento iniziale, al fronte di un valore nominale solitamente di 16 euro, quello utilizzato per validare i documenti. I rischi di essere scoperti sono bassi: può succedere solo con un controllo incrociato, verificando i numeri identificativi, ma sono accertamenti impossibili da fare ogni volta nel marasma di carte e documenti.

E così sono a migliaia le marche da bollo falsificate che finiscono negli uffici, alla Motorizzazione, anche nei Tribunali. Spesso vengono spacciate come originali, rivendute come se fossero in regola, ma a volte sono gli stessi produttori a utilizzarle. Come nel caso emerso dalle indagini su un gruppo che falsificava patenti di guida e nautiche, spacciandole come originali ai clienti ai quali offrivano "esami facili" millantando accordi sottobanco con funzionari della Motorizzazione di Roma.

I carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria di Roma hanno scoperto che 4 avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere, con dei supporti provenienti proprio dalla Cina, producevano marche da bollo false che poi venivano usate per validare documenti presentati al Pra, alla Motorizzazione di Napoli e Caserta e ad alcuni uffici giudiziari (Tribunale Civile di Napoli Nord – Uffici del Giudice di Pace di Napoli Nord e Santa Maria Capua Vetere). Durante le indagini sono state sequestrate 559 marche false, il danno erariale è stato quantificato in oltre 22mila euro.

Un goffratore modificabile
in foto: Un goffratore modificabile