È morto a 77 anni, stroncato da una lunga malattia, l'avvocato Massimo Preziosi, decano delle toghe irpine, ex sindaco di Avellino e padre dell'attore Alessandro Preziosi. Penalista storico, apprezzato per le sue doti professionali e per quelle umane, di recente aveva festeggiato con la famiglia i 50 anni di carriera. Negli anni è stato impegnato su importanti casi giudiziari, dalla tangentopoli napoletana fino, più di recente, al processo per la strage del bus caduto dal viadotto Acqualonga sulla autostrada A16 la sera del 28 luglio 2013. Per molti anni è stato presidente della camera penale avellinese, fino all'unificazione con quella di Sant'Angelo.

Preziosi era stato sindaco di Avellino nel 1975, a soli 33 anni, carica che aveva ricoperto anche il padre, Olindo, anche lui noto penalista, che era stato Primo Cittadino del capoluogo irpino nel secondo dopoguerra. Aveva lasciato la politica per molti anni, fino a quando non decise di candidarsi al Senato nel collegio che vide l'elezione di Nicola Mancino nel 1996. Tredici anni dopo, nel 2009, si candidò nuovamente per la carica di primo cittadino ad Avellino, spinto da Ciriaco De Mita, ma quella tornata elettorale vide eletto Giuseppe Galasso.

Nello studio di Preziosi si sono formati molti penalisti, tra cui i tre figli Olindo, Valerio e Alessandro. Quest'ultimo, però, dopo la laurea in Giurisprudenza col massimo dei voti ha scelto la carriera di attore, ottenendo una serie di successi tra cinema, teatro e televisione. I funerali di Massimo Preziosi sono programmati per domani, giovedì 12 dicembre, alle 10,30, nella chiesa del Rosario in via Matteotti, ad Avellino.