Era una bomba vera, e ad alto potenziale, quella trovata stamattina davanti a un supermercato di Trevico, in provincia di Avellino. Non è chiaro chi l'avesse lasciata lì e per ora nemmeno il motivo, ma una cosa è certa: se fosse esplosa avrebbe causato molti danni, era perfettamente in grado di uccidere. Lo hanno appurato i carabinieri del Nucleo Artificieri di Napoli, che sono arrivati in mattinata dopo essere stati contattati dai colleghi della Compagnia di Ariano Irpino per quello che sembrava, e che poi si è rivelato essere, un ordigno artigianale.

La bomba, una scatola di metallo chiusa con un nastro adesivo e con una miccia di lato, era stata trovata da uno dei dipendenti del supermercato al momento dell'apertura. A terra, una macchia che sembra quello che resta di parte di miccia consumata: probabilmente era stata accesa e poi, forse per un difetto, si era spenta prima di arrivare al punto di innesco dell'esplosione. L'ordigno è stato fatto brillare in tarda mattinata, dopo la messa in sicurezza dell'area e dopo aver fatto allontanare i presenti, utilizzando un robot radiocomandato che ha prelevato la scatola e l'ha trasportata in un luogo distante dal centro abitato, dove è stata quindi fatta esplodere.

Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino, gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Benevento. Verosimilmente, questa una delle piste ritenute più attendibili, potrebbe trattarsi di racket, anche se la potenza dell'ordigno farebbe pensare più all'intenzione di distruggere l'ingresso del supermercato piuttosto che di mettere in atto una intimidazione per costringere a pagare il pizzo.