Mettevano a disposizione dei loro clienti i canali delle pay tv, offrendo gratuitamente la visione delle partite di calcio e di altre trasmissioni a pagamento. E quei canali erano gratuiti anche per loro: nessun abbonamento, né parabole o contratti con le televisioni, solo un semplice decoder che decriptava il segnale digitale in modo illegale. Un "pezzotto", insomma, di quelli che hanno invaso il mercato delle pay tv e che, secondo gli investigatori, hanno raggiunto una quota considerevole del totale, superando in molti casi anche i decoder legali. L'abbonamento, tutto in nero e chiaramente illegale, costa pochi euro al mese e finisce direttamente al "pezzottatore", che garantisce l'accesso alle pay tv in modo abusivo. Inutile dirlo, si tratta di un reato: pochi mesi fa un semplice utente, scoperto, è stato condannato a 4 mesi di reclusione e a 2mila euro di multa.
Questa volta il pezzotto l'avevano due ristoratori del centro di Napoli, con locali tra via Pasquale Placido, traversa di via dei Tribunali, e in vico Tre Re e Toledo, ai Quartieri Spagnoli. L'hanno scoperto i carabinieri durante un servizio di controlli nell'ambito del Piano Napoli, nel centro città, che hanno visto impegnati in strada i militari della Compagnia Centro e quelli del Nucleo Radiomobile. I due ristoratori, che hanno rispettivamente 40 e 68 anni, sono stati denunciati.
Nell'ambito degli stessi controlli è stato denunciato un 14enne senza fissa dimora, responsabile del furto di un telefonino in piazza del Gesù, e sono stati denunciati e sanzionati due parcheggiatori abusivi. In totale, sono state controllate 214 persone, 24 delle quali minorenni.