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Le urla, poi tre colpi di pistola, poi la voce di un uomo, i clacson, una donna che grida. L'orologio segna le 5.17 quando a Bagnoli, nella periferia occidentale di Napoli, all'improvviso scoppia il caos. A sentire quei rumori, e soprattutto quelle che sembrano le esplosioni dei proiettili, sono alcuni residenti. Saltano dal letto, si affacciano alla finestra mentre dalla strada arrivano le urla di parecchie persone. Poi qualcuno grida "via!" e passano in velocità due scooter e due automobili.

Alle 5.30, circa un quarto d'ora dopo, è tutto finito. Su quello che è realmente successo nella notte tra il 30 e il 31 luglio, resta un punto interrogativo. Sull'area segnalata non sarebbero state trovate tracce di colpi di arma da fuoco o bossoli; non è escluso che possa essere stata usata una pistola a tamburo o un'arma a salve, quindi a scopo intimidatorio. Probabilmente verranno acquisite le immagini di alcune telecamere di sorveglianza installate nella parte bassa del quartiere, tra via Maiuri e via Di Niso, alla ricerca di riscontri.

Nessun elemento nemmeno dai Pronto Soccorso della zona: nella notte non sono arrivate persone ferite, né da colpi di arma da fuoco né durante aggressioni. E, da Bagnoli, oltre alle segnalazioni non sono arrivate denunce. Le indagini sono in corso, ma si ipotizza, al momento, un raid intimidatorio che potrebbe essere nato per motivi personali tra pregiudicati del posto, così come accadde circa un anno fa, quando la polizia intervenì in forze perché era in corso una sorta di "spedizione punitiva" che, anche grazie all'arrivo delle forze dell'ordine, si concluse senza feriti.