In visita a Salerno e a Napoli la scrittrice giapponese Mahoko Yoshimoto, conosciuta in tutto il mondo con lo pseudonimo di Banana, un nome che ha scelto perché "le piacevano i fiori di banano". La Yoshimoto è stata ospite dell'Università di Salerno (al teatro Filippo Alison) dove ha conquistato gli studenti rispondendo alle loro domande e raccontando alcuni dettagli della sua vita privata. Domani, venerdì 17, alle ore 11, sarà al Circolo Artistico Politecnico (a Palazzo Zapata in Piazza Trieste e Trento) di Napoli per incontrare il pubblico di lettori e di studenti dell'Orientale. In entrambi i casi ad affiancarla ci saranno  il professore Giorgio Amitrano, uno dei suoi principali traduttori italiani, che insegna Lingua e letteratura giapponese proprio all’Orientale, e Gala Maria Follaco, docente di Lingua e letteratura giapponese all’Orientale e attuale traduttrice di Yoshimoto. All'Università di Salerno erano presenti anche Francesco Colace, delegato al placement per Salerno e Nicoletta Gagliardi, organizzatrice dell'evento e delegata dell'Ateneo di Salerno.

Banana Yoshimoto a Salerno e a Napoli

La scrittrice giapponese è stata invitata in città dall’Università di Salerno nell'ambito del programma di internazionalizzazione culturale di Ateneo, invito immediatamente esteso anche dall'Orientale. La Yoshimoto mancava in Italia da un paio d'anni e ha sempre avuto un particolare occhio di riguardo per il nostro paese.

Ha conquistato il pubblico di tutto il mondo con il suo esordio "Kitchen" (1988), che ebbe un successo immediato con oltre 60 ristampe nel solo Giappone. Poi altri grandi successi come "Sonno profondo" e "Tsugumi", tradotti in più di venti lingue. Non si è mai fermata, confermandosi sempre più come una delle penne più apprezzate da tanti ragazzi che si sono riconosciuti nei suoi racconti. I suoi libri contengono riflessioni sulla vita e sulla morte, storie d'amore ma soprattutto d'amicizia. Ovviamente non mancano i riferimenti all'ideologia tradizionale giapponese, anche se come sottolinea più volte "in Giappone il mio stile viene percepito come diverso, originale".