Una maxi-truffa ai danni di un anziano, che si è visto sottrarre quasi 80mila euro nella cosiddetta "truffa del bancomat". Ma i carabinieri sono riusciti a ricostruire i vari passaggi dei truffatori e quest'oggi hanno eseguito sette arresti: in cinque sono stati portati agli arresti domiciliari, mentre altri due sono stati sottoposti all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta in tutto di sette persone, in gran parte calabresi residenti tra le provincie di Reggio nell'Emilia e Cremona, tutti ritenuti gravemente indiziati del reato di truffa commesso su internet ai danni dell'anziano sannita. L'applicazione delle misure cautelari è stata eseguita dagli agenti della Polizia di Stato della Procura di Benevento e dai carabinieri di Cusano Mutri, con il supporto della Questura sannita e del comando provinciale dell'arma di Benevento.

Quasi 80mila truffati ad un anziano sannita

Fondamentali le indagini telematiche svolte dalla polizia di stato della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Benevento che hanno permesso di raccogliere gravi indizi sui sette accusati di truffa. Complessivamente, i sette sarebbero riusciti a truffare l'uomo sottraendogli ben 78mila 890 euro attraverso la truffa del bancomat, uno dei tanti sistemi che, in tempi recenti, i truffatori stanno adoperando per truffare soprattutto gli anziani. Tanto che le forze dell'ordine hanno a più riprese diffuso consigli per evitare di cadere in queste trappole, che spaziano anche dalla truffa del finto nipote che ha bisogno di soldi attraverso un sedicente avvocato e/o membro delle forze dell'ordine, alle truffe relative a pacchi (sempre vuoti) consegnati a nome di figli e nipoti previo lauto pagamento.

Cos'è la truffa del bancomat

Il sistema della truffa del bancomat fa sì che sia la vittima stessa della truffa a versare i soldi ai truffatori, credendo invece di riceverli egli stesso. In pratica, i truffatori fingevano di essere interessati all'acquisto di veicoli stradali, utilizzando anche numeri di telefono intestati a cittadini stranieri (in modo da ostacolare anche le indagini per risalire alle loro reali identità), chiedendo poi al venditore di recarsi presso sportelli bancomat per ricevere il denaro concordato per "bloccare" la vendita del veicolo. In realtà, la vittima veniva indotta a compiere delle operazioni che versavano invece il denaro dal proprio conto corrente a quello dei truffatori. Il tutto era "sincronizzato" affinché altri complici prelevassero, praticamente in tempo reale, il denaro appena versato. La vittima, presa coscienza dopo poche ore della truffa subita, veniva quindi ricontattata da un altro complice che si fingeva direttore dell'istituto di credito che spiegava come recuperare il denaro: e cioè, versando altre cifre utili a "sbloccare" quello già versato fingendo fosse stato bloccato. Il tutto aveva portato la vittima a compiere ben 34 distinte operazioni con le quali avevano ricavato 78.890 euro.