Un blitz della Polizia di Stato manda in subbuglio il consiglio comunale di Napoli. La visita degli agenti del commissariato di Chiaia nelle stanze di via Verdi è avvenuta ieri mattina. Nel mirino delle forze dell'ordine alcune telefonate che sarebbero partite da uno degli uffici delle commissioni consiliari del consiglio comunale e che sarebbero finite nell'ambito di un'indagine relativa però ad una vicenda privata che riguarda una dipendente comunale, che, a quanto si è appreso, nella storia sarebbe parte lesa.

Il via vai dei poliziotti, tuttavia, per i corridoi di via Verdi non è passato inosservato e ha suscitato la viva curiosità di consiglieri e dipendenti che si sono interrogati sull'oggetto della visita. Gli agenti, infatti, muniti di tesserino, hanno chiesto informazioni ai diversi piani per raggiungere la stanza interessata e parlare con la dipendente.

Il giallo delle telefonate dall'ufficio comunale

Solo in tarda serata si è appreso che l'indagine sarebbe legata ad una vicenda privata, che non riguarderebbe la pubblica amministrazione. Secondo le prime ricostruzioni, la dipendente avrebbe avuto un contatto telefonico, dall'apparecchio dell'ufficio, con la madre anziana, che sarebbe stata vittima di molestie da parte di un truffatore, finito poi sotto indagine della Procura. Gli investigatori hanno cercato di ricostruire il contesto delle chiamate oggetto di indagine. La dipendente è stata poi ascoltata oggi in commissariato.

Il presidente del Consiglio comunale chiama il Questore

La vicenda ha aperto subito un animato dibattito in consiglio comunale sulle modalità di accesso al Palazzo anche da parte delle forze dell'ordine. La sede del Consiglio comunale di via Verdi, infatti, è costantemente presidiata dal drappello della polizia locale. Il presidente del consiglio comunale Sandro Fucito, questa mattina, ha contattato l'ufficio del Questore, concordando un incontro per lunedì. “La modalità con la quale si è svolta la visita degli agenti – spiega Fucito – nel rispetto della massima collaborazione istituzionale, ci è sembrata tuttavia quasi surreale e poco rispettosa dell'istituzione del Consiglio Comunale e della privacy delle persone coinvolte, che si è appreso poi, che sarebbero addirittura vittime in questa vicenda. Per questo motivo abbiamo chiesto un incontro al Questore, che ce l'ha subito accordato, per avere un confronto sul tema, nel rispetto ovviamente dell'autonomia delle forze dell'ordine”.