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Opinioni
Bloody Money, inchiesta su rifiuti e politica
12 Luglio 2018
16:35

Bloody Money, Rory Oliviero si dimette dopo 4 mesi dall’inchiesta di Fanpage.it

“L’uomo della valigetta” finito nei video Bloody Money di Fanpage.it a quattro mesi dal clamore generato dall’inchiesta giornalistica annuncia le dimissioni da consigliere comunale di Ercolano. Motivo? “La percezione di un clima di ipocrisia ed assoluta mancanza di solidarietà che incide negativamente sulla lealtà dei rapporti umani”.
A cura di Ciro Pellegrino
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Rory Oliviero nel video di Fanpage.it
Rory Oliviero nel video di Fanpage.it
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Immagine Bloody Money, inchiesta su rifiuti e politica

Lui si chiama Mario Rhemy Oliviero, in politica lo conoscono tutti come Rory Oliviero. Fino a poco fa era un semplice consigliere comunale di Ercolano, comune vesuviano in provincia di Napoli. Poi è arrivato il clamore generato dall'inchiesta giornalistica Bloody Money di Fanpage.it su affari, politica e smaltimento rifiuti. E il suo nome è stato associato – e chissà per quanto ancora lo sarà – alle frasi pronunciate davanti all' ‘inflitrato' Nunzio Perrella, in cui tratta per l'affidamento di un servizio di smaltimento di rifiuti e riceve una valigetta in cui si aspettava ci fosse denaro contante, ma in cui, invece, c’era solo spazzatura. Le modalità di approccio, il riferimento all'esiguità dei soldi chiesti inizialmente:  «Dei 25mila euro non c'importa niente, li teniamo sul braccio …è questione di garbo…», fecero nel marzo scorso il giro d'Italia. E così Oliviero, sedicente "delfino di Ciriaco De Mita, già presidente del consiglio della città degli Scavi, all'epoca decise di autosospendersi ma non formalmente dal civico consesso ercolanese. Ora, invece, a quattro mesi dai fatti, decide di lasciare definitivamente.

«Oltre la formalità mi preme precisare che tale determinazione nasce da una profonda e tormentata riflessione che sfocia in una convinta decisione –  scrive Rory Oliviero -. Una decisione che attenua il tormento che vivo, frutto di un disagio personale, umano acuitosi anche a seguito di alcune vicende che mi hanno coinvolto, al di fuori di queste Istituzioni e che sono al vaglio degli organi competenti». Colui che ormai è noto come "l’uomo della valigetta" lamenta la mancanza di solidarietà della politica e riferisce della «percezione di un clima di ipocrisia ed assoluta mancanza di solidarietà che incide negativamente sulla lealtà dei rapporti umani. Se questo è il contesto, evidentemente non ho la statura per proseguire, in questo momento e a queste condizioni, il percorso istituzionale  Avverto la necessità di lasciare il ruolo che non riesco a ricoprire adeguatamente in quanto altri impegni personali, professionali e soprattutto familiari, richiedono la mia massima attenzione anche nella ricerca di una ritrovata dimensione umana».

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Giornalista professionista, capo servizio di Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo alla LUMSA. Ha un podcast che si chiama "Saluti da Napoli". È co-autore dei libri Il Casalese (Edizioni Cento Autori, 2011); Novantadue (Castelvecchi, 2012), Le mani nella città e L'Invisibile (Round Robin, 2013-2014). Ha vinto il Premio giornalistico Giancarlo Siani nel 2007 e i premi Paolo Giuntella e Marcello Torre nel 2012.
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