Una intimidazione, probabilmente un messaggio diretto a qualcuno che abita in quelle palazzine e da consegnare in un modo plateale, in modo che tutti venissero a saperlo. Un ulteriore tassello della guerra di camorra che da oltre un anno sta infuriando in provincia di Napoli, e nella quale sarebbe da collocare anche la gambizzazione di un giovane soltanto pochi giorni fa. Ci sarebbe questo dietro l'ordigno che è stato fatto esplodere questa notte, tra il 18 e il 19 gennaio, a Brusciano, in provincia di Napoli. Lo scoppio ha svegliato i residenti delle palazzine popolari "ex legge 219" di via Rossellini e ha causato parecchi danni: sono state distrutte le vetrate al piano terra di un condominio e sono rimaste danneggiate sei automobili parcheggiate in strada. È stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco: la deflagrazione ha causato anche un incendio, che è stato domato poco dopo dai pompieri di Nola e l'area è stata messa in sicurezza. Sul posto i carabinieri della sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che si cono occupati dei primi accertamenti; le indagini sono affidate ai militari di Brusciano e della Compagnia di Castello di Cisterna.

L'episodio sarebbe da inquadrare nei contrasti tra i gruppi criminali della zona che, ormai da più di un anno e mezzo si traduce in spari contro le automobili, bombe carta e, come successo nella Domenica delle Palme, ferimenti a colpi di arma da fuoco. Pochi giorni fa, un altro raid: erano state incendiate sei automobili, parcheggiate in diversi punti tra gli edifici popolari del rione 219. Alla fine di marzo, invece, un uomo rimase gravemente ferito mentre era col padre nel suo furgone: si avvicinarono due persone in scooter e gli spararono.