Uno dei requisiti fondamentali per chiedere un aiuto economico destinato alle partite Iva ai tempi del Covid, era quello di essere una partita Iva. Cioè un lavoratore autonomo al cento per cento, un freelance. Eppure sono centinaia (per ora oltre 500) i cittadini campani risultati «lavoratore dipendente alla data della domanda» che hanno comunque tentato e presentato domanda per ottenere i 1.000 euro della Regione Campania per i professionisti, misura straordinaria di sostegno nell'ambito del piano socio-economico per far fronte all’emergenza sociale ed economica che si è determinata con l’insorgenza dell’epidemia da Covid-19. Sul sito della Regione ci sono decine di elenchi beneficiari (siamo arrivati al 28esimo). Per accedere alla richiesta di danaro a fondo perduto i professionisti hanno effettuato una pre-registrazione su una piattaforma ad hoc messa a punto dall'ente, nella quale bisognava auto-certificare la propria posizione previdenziale e comunicare la posta elettronica e l'eventuale possesso di una firma digitale.

Può presentare domanda chi è in possesso di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, purché ne sia in possesso almeno dal 2019. Non può partecipare né chi ha aperto la partita iva dal primo gennaio 2020 né chi ha cessato la partita iva prima del giorno 23 febbraio 2020.

Il  Piano per l’Emergenza Socio Economica, contenente specifiche misure di sostegno a famiglie e imprese campane ha stanziato in tutto  908 milioni di euro per «affrontare al meglio le conseguenze di settimane di stop dell’attività sociale e lavorativa». Ora sul fronte dei professionisti chi si è visto rifiutare il bonus da 1000 euro «per carenza del requisito, in capo al richiedente, dell’assenza di rapporti di lavoro dipendente» potrà presentare ricorso avverso l’esclusione «nelle forme di legge».