Si chiama "Quota 100", come la misura della pensione anticipata varata dal Governo. Nuovo nome per adeguarsi all'attualità, e un potenziale distruttivo sempre più grande: è il nuovo botto, ovviamente illegale, che si sta diffondendo sul mercato parallelo dei fuochi d'artificio per Capodanno 2020. A lanciare l'allarme sono gli artificieri dei carabinieri di Salerno, che mettono in guardia anche per il giorno successivo, quando le strade diventano un tappeto di botti inesplosi ma ancora pericolosi.

"Quota 100", discendente della storica "Bomba di Maradona" e successore della più recente "Bomba Donald Trump", contiene tra i 700 e gli 800 grammi di miscugli esplodenti. Durante il consuntivo delle attività del 2019 l'appuntato scelto del Gruppo Artificieri Michele Landi ha spiegato che questi prodotti "non sono altro che degli ordigni esplosivi che non vanno assolutamente utilizzati". Il militare, oltre a invitare a non comprarli e "ad allontanarsi il più possibile quando vediamo qualcuno che li usa", ha sottolineato che i pericoli maggiori sono quelli che derivano dalle bombe inesplose, che vengono raccolte in strada dopo la notte di San Silvestro: possono ancora scoppiare provocando in chi li tocca dei danni devastanti, come la morte o la perdita di mani e braccia.

"Un napoletano spara come 13 napoletani"

Si tratta, è chiaro, di vere e proprie bombe, di quelle che si addicono più a una guerra che a dei festeggiamenti. Ma, del resto, il pensiero è bene espresso nel film 32 dicembre di Luciano De Crescenzo, che verte proprio sulla passione dei napoletani per i botti di Capodanno:

"Ma voi lo sapete, in tutto il mondo, quanti popoli sparano? – chiede un cliente del bar – ci sono tre popoli che sparano: il popolo cinese, il popolo messicano e il popolo napoletano. Però con questa differenza: che il cinese, un cinese spara per un cinese solo, il messicano spara per un messicano, invece il napoletano spara per tre cinesi, tre messicani e per dodici napoletani più uno che è lui che spara, no?"

Dalla bomba di Maradona alla bomba Quota 100

Quella che è rimasta più impressa è sicuramente la Bomba di Maradona, che comparve sul mercato clandestino negli anni ottanta: tre chili di polvere pirica pressata in una palla che ricordava il pallone da calcio. C'è stata poi la Bomba di Careca e la passione per il calcio ha sfornato, negli anni, anche altri ordigni a tema: dopo la "capa di Lavezzi" (2007) e la "testata di Zidane" (2006), nel 2010 arrivò la "Bomba di Cavani", un cilindro che poteva contenere tra i 3 e i 4 chili di polvere pirica e poteva creare danni strutturali a un palazzo. Sulla scia, la Bomba Hamsik (2017).

Il tema politico, invece, aveva ispirato già la "Finanziaria" del 2006, la "Spread" del 2011 e la "Bomba Monti", mentre alle notizie che arrivavano dall'estero si devono le varie Bomba Bin Laden (2002, costo 150 euro), Bomba Saddam Hussein (2004), Bomba Trump (2017) e Bomba Kim ‘o Coreano (2018), ispirata a Kim Jong-un.

Da menzionare, poi, le bombe Taricone (2001, tre chili di esplosivo, costo 200 euro), dedicata a Pietro Taricone, e la Bomba Lecciso (2003), per Loredana Lecciso, per arrivare al 2005, con l'elezione del nuovo Papa: ecco la Bomba Ratzinger, costo 200 euro, 4 chili in un contenitore di plastica che, esplodendo, proiettava schegge.

Ma negli anni il mercato clandestino ha sfornato anche dei prodotti per i quali il termine bomba è un eufemismo. Come il "Provolone del Monaco", nel 2005, peso tra i 3 e i 5 chili, venduto a 250 euro. O come la "Tsunami": tra gli 11 e i 15 cilindri di esplosivo da un chilo, collegati da un'unica miccia, venduta a un prezzo tra i 180 e i 200 euro. O, infine, come la "Mortadella", che pesava fino a 15 chili, costava tra i 500 e i 600 euro ed era in grado di buttare giù un palazzo.