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Box abusivi usati come scuderie per i cavalli a San Giovanni a Teduccio

Otto box abusivi con all’interno tredici cavalli: nei guai un 25enne di San Giovanni a Teduccio. Nell’area, scoperte anche una struttura destinata alla pulizia degli animali ed un deposito per gli attrezzi, oltre ad una ulteriore struttura che era stato adibita ad ufficio: tutte abusive. Il valore della struttura si aggira attorno ai centomila euro.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Box abusivi utilizzati come scuderie per i cavalli: in foto, i carabinieri mentre pongono i sigilli di sequestro alla struttura.
Box abusivi utilizzati come scuderie per i cavalli: in foto, i carabinieri mentre pongono i sigilli di sequestro alla struttura.

Box abusivi utilizzati come scuderie per cavalli. Li hanno scoperti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (Nipaaf), durante un'ispezione in una vasta area di circa tremila metri quadrati, risultata di proprietà del Consorzio di Bonifica di Napoli e Volla, ma che era nella disponibilità di una società napoletana, gestita da un venticinquenne di San Giovanni a Teduccio, periferia orientale del capoluogo partenopeo.

All'interno di quest'area vi erano diverse costruzioni abusive, tra cui otto box che al loro interno, con grande sorpresa dei militari dell'arma, ospitavano tredici cavalli e che dunque erano diventate delle scuderie vere e proprie. Tra le altre strutture "ospitate" abusivamente nell'area gestita dal venticinquenne di San Giovanni a Teduccio, ci sono anche una struttura destinata alla pulizia degli animali ed un deposito per gli attrezzi, oltre ad una ulteriore struttura che era stato adibita ad ufficio e realizzata in cemento armato, contornata perfino da un muretto. Insomma, una sorta di vero e proprio maneggio con scuderie abusivo: il gestore dell'area è stato così denunciato, anche per lo smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi, nello specifico il letame ed i liquami animali, per i quali non aveva alcuna autorizzazione. Una struttura, quella posta sotto sequestro, il cui valore è stato stimato dalle forze dell'ordine in circa centomila euro.

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