A Levico Terme (Trento) il ventottesimo congresso della Fnsi, la Federazione nazionale Stampa italiana, il sindacato dei giornalisti italiani, sono in questi giorni riuniti centinaia di delegati, eletti regione per regione, che dovranno rappresentare la categoria in appuntamenti cruciali come il rinnovo della dirigenza sindacale e le prossime fasi di rinnovi contrattuali. In occasioni del genere ci si attende (o quanto meno si spera) che a rappresentare la categoria ci siano i più volenterosi e aperti colleghi, capaci appunto di unire e non dividere i giornalisti italiani , da qualsiasi posto provengano e qualsiasi siano le loro idee. Non sempre accade: ne è testimonianza uno sgradevole episodio denunciato sui social network e nello stesso consesso congressuale dalla pattuglia di delegati Fnsi proveniente dalla Campania.

In pratica una giornalista lombarda, il cui nome è noto ma non è stato diffuso, ha iniziato a ironizzare pesantemente sui "napoletani" nel momento in cui, per votare, occorreva alzare la mano mostrando il cartellino da delegati, essendo questi ultimi gli unici presenti in sala ad avere diritto di voto nell'assemblea. «A Napoli non portano il casco figuriamoci se alzano il cartellino…siete abituati a fare cose illegali» ha esordito la donna che evidentemente aveva avuto una risveglio inquieto. Sconcerto alla battutaccia ma nessuno ci ha badato più di tanto, fino a quando la stessa giornalista non ha continuato: «Qui si vota come in Africa…». E a quel punto la delegazione campana è insorta, chiedendo alla presidenza del congresso la censura per il comportamento della collega, cosa che è puntualmente arrivata. «Si è trattato di un episodio non degno di uno stadio, figuriamoci di un consesso di giornalisti» ha spiegato Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania, presente al congresso.