Ha deciso di togliersi la vita e si è sparato con la pistola d'ordinanza: un maresciallo maggiore dei carabinieri è morto suicida a Calitri, in provincia di Avellino, quasi al confine tra la Campania e la Basilicata. L'uomo, 52 anni, originario di Roccarainiola, e comandante della locale stazione dell'Arma, è stato trovato in caserma, all'interno del suo ufficio. Immediatamente è scattata la macchina dei soccorsi, ma per il militare non c'è stato nulla da fare. Nessuno riesce a dare una spiegazione all'estremo gesto compiuto dal 52enne: il maresciallo maggiore dei carabinieri era sposato e non aveva figli. In visita alla stazione di Calitri il comandante provinciale dei carabinieri, Massimo Cagnazzo, e il generale Maurizio Stefanizzi, comandante della Legione Carabinieri della Campania, a testimoniare il cordoglio dell'Arma.

Alla fine dello scorso di mese di maggio, una tragedia analoga aveva scosso Portici, nella provincia di Napoli: un agente della Polizia Municipale si era suicidato all'interno della sua automobile. L'uomo, un 30enne, residente ad Ercolano ma in servizio presso la Polizia Municipale di San Giorgio a Cremano, si era fermato con la sua auto via Giancarlo Siani, nelle vicinanze del cimitero di Portici: dopo aver inviato un messaggio al Comando della Polizia Municipale nel quale aveva detto che quella mattina non si sarebbe recato a lavoro, si è sparato alla testa; il colpo ha mandato in frantumi anche il finestrino dell'automobile. Sul posto i carabinieri erano intervenuti i carabinieri per le indagini del caso. "Oggi è una giornata molto triste per la nostra città e la famiglia del Comune oggi è più povera. Un giovane agente di Polizia Municipale, ragazzo straordinario e gran lavoratore, non c'è più" aveva dichiarato Giorgio Zinno, sindaco di San Giorgio a Cremano.