Questa mattina per 2.988 lavoratori del call center Almaviva, 1.670 a Palermo, 918 a Roma e 400 a Napoli, è stata attivata la procedura di licenziamento collettivo. La stessa società ha spiegato che il piano coinvolge il 6 per cento del personale attualmente in forza al Gruppo a livello globale, cioè 50 mila persone in sette Paesi. La notizia dei licenziamenti è stata diffusa dal segretario della Uilcom regionale siciliana Giuseppe Tumminia. Solo nella sede di Napoli di via Brin, che conta 800 addetti, il personale verrà esattamente dimezzato.

"In uno scenario di mercato dominato da fattori distorsivi che seguitano ad alterare profondamente il contesto competitivo, dal mancato rispetto delle norme sulle delocalizzazioni di attività in Paesi extra Ue all’utilizzo opportunistico degli incentivi per l’occupazione, contrassegnato dal calo progressivo dei volumi totali lavorati in Italia e dalla continua compressione del prezzo dei servizi, AlmavivA Contact ha dovuto registrare tra il 2011 e il 2015 una contrazione dei ricavi del 33 per centosul mercato italiano", spiega la società. "Le scelte operate" non sono più sufficienti, dice l'azienda, a fronteggiare la situazione di crisi strutturale e per questo  "si rende necessario e urgente per Almaviva Contact un articolato intervento di riorganizzazione, le cui linee direttrici sono costituite da riduzione dei costi, efficientamento degli assetti logistici, valorizzazione delle leve di sviluppo commerciale basate su tecnologie proprietarie e dalla semplificazione della struttura organizzativa". La prima reazione del governo arriva dal viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che avverte:  “Il governo è preoccupato dalla decisione della società Almaviva di aprire la procedura di mobilità per tremila lavoratori di call center. Invitiamo l’azienda a fermarsi. Chiediamo una moratoria immediata dei licenziamenti annunciati”.