Come anticipato da Fanpage.it, si è concluso l'iter della commissione d'accesso inviata alla Asl Napoli 1 dal Ministero dell'Interno in merito alle infiltrazioni camorristiche nella struttura che gestisce la sanità nella città di Napoli. Ora la vicenda finisce in parlamento con il senatore Sandro Ruotolo, che insieme alle colleghe Loredana De Pretis e Paola Nugnes, ha presentato un'interrogazione al Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, per conoscere la valutazione del Ministro in merito allo scioglimento dell'Asl Na 1. Un'urgenza, si legge nell'interrogazione di Ruotolo ed altri, che nasce dalla necessità di scongiurare le infiltrazioni camorristiche nelle strutture sanitarie campane nel pieno dell'emergenza Coronavirus. La commissione d'accesso iniziò i suoi lavori a seguito della maxi inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli, guidata da Giovanni Melillo, sul cartello camorristico dell'Alleanza di Secondigliano, indagine che accertò come il clan Contini utilizzava l'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli come una sorta di "sede sociale". I boss gestivano i parcheggi, il bar, il ristorante dell'ospedale e avevano messo in piedi un sistema parallelo di prenotazione delle visite specialistiche all'interno del nosocomio gestito direttamente dalla camorra. L'inchiesta risale a un anno fa circa ed il provvedimento di scioglimento dell'Asl Napoli 1 è ora pronto sulla scrivania del Ministro che dovrà decidere nei prossimi giorni sul da farsi. La struttura, guidata da Ciro Verdoliva, che ne era stato anche commissario straordinario nominato da Vincenzo De Luca, ha avuto un ruolo chiave in questi mesi nella gestione dell'emergenza Covid 19. Lo stesso Verdoliva è presente anche nella task force della Regione Campania, che in regime di stato d'emergenza, ha assunto tutte le decisioni per fronteggiare la diffusione del Coronavirus. Negli ultimi tre mesi la Asl Napoli 1 ha assegnato appalti per centinaia di milioni di euro, dalle forniture per gli ospedali all'acquisto dei macchinari fino, insieme alla So.Re.Sa. struttura regionale che si occupa delle gare d'appalto, alla costruzione degli ospedali prefabbricati a Napoli, Caserta e Salerno. Strutture costate quasi 18 milioni di euro e rivelatesi inutili per fronteggiare l'emergenza, sulle quali la Procura della Repubblica di Napoli sta indagando.

La decisione sullo scioglimento dell'Asl Napoli 1 ha seguito l'iter di legge, le aziende sanitarie locali infatti sono paragonate ai Comuni rispetto al rischio di infiltrazioni mafiose. Il provvedimento di scioglimento viene adottato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'Interno ed assume la forma del decreto del Presidente della Repubblica. Il provvedimento arriva dopo la relazione del Prefetto, e proprio negli ultimi giorni la relazione è partita dal tavolo del Prefetto di Napoli, Marco Valentini, verso il Viminale. Intanto proprio il direttore Verdoliva potrebbe essere spostato di ruolo da De Luca prima dell'arrivo della decisione in merito allo scioglimento. Un ruolo diverso per consentirgli di continuare a gestire l'emergenza Coronavirus e non restare nel pantano burocratico di un eventuale scioglimento e commissariamento della Asl Napoli 1.