Uno dei capannoni si trova accanto al Centro Commerciale Campania, altri tre sono nell'area interportuale di Marcianise. Tutti realizzati di recente, e finiti sotto sequestro in un'indagine della Guardia di Finanza: sono costruzioni abusive, costruite grazie a reali autorizzazioni che erano state però concesse in contrasto col piano urbanistico. Per i militari non si è trattato di una svista né di incompetenza, ma di un sistema che, con agganci nell'amministrazione comunale, aveva un obiettivo specifico: favorire un'unica ditta.

Il provvedimento è scattato oggi, 6 settembre, su disposizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, firmato dal procuratore della Repubblica Maria Antonietta Troncone. Agli arresti domiciliari sono finiti Gennaro Spasiano, dirigente del Comune di Marcianise, Giuseppe Barletta, legale rappresentante della società "Agli antichi splendori" e amministratore dell'omonimo gruppo imprenditoriale, e Antonio Campolattano, amministratore delegato della società per azioni "Interporto Sud Europa"; per Nicola Berti, amministratore unico della società "Residenza dei Borboni", è scattato l'obbligo di dimora. Gli indagati sono accusati, a vario titolo e in concorso, di reiterate condotte di abuso di ufficio, delitti di falso ideologico e violazione delle norme urbanistiche. Indagati per abuso di ufficio anche il sindaco di Marcianise e sei ex assessori, nei confronti dei quali però il gip ha respinto la richiesta di misure cautelari non ritenendo sussistente la gravità indiziaria.

Le autorizzazioni illegittime del Comune di Marcianise

Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza di Caserta, che ha condotto le indagini, la figura chiave era Gennaro Spasiano, dirigente del III Settore del Comune di Marcianise. È accusato di aver rilasciato tra aprile 2017 e gennaio 2018, tre permessi a costruire a favore del gruppo Barletta, senza l'approvazione preventiva della variante urbanistica. La Procura ritiene illegittimi i permessi in quanto il dirigente del Comune di Marcianise li ha fondati su una delibera del Commissario Straordinario del 3 giugno 2016 che è in realtà priva di valore provvedimentale; l'altro profilo di illegittimità, rileva la Procura, è nel fatto che i permessi erano stati adottati sulla base di una convenzione stipulata nel 2016 tra stesso Spasiano e i rappresentanti delle società del gruppo interessate che non era stata approvata dall'organo consiliare dell'ente locale.

"In pratica, Spasiano – scrivono i magistrati – in accordo e in concorso con le parti private interessate, ben consapevole di operare in contrasto al piano urbanistico vigente e perfino in deroga al piano particolareggiato previsto in sede di originaria progettazione dell'Interporto di Marcianise (a tacere del fatto che l'accordo di programma era divenuto inefficace per lo scadere, nel 2006, del termine decennale previsto per la sua realizzazione), realizzava i citati permessi a costruire per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali da adibire non solo a depositi e logistica, ma anche a finalità meramente commerciali; determinando così un ingiusto profitto consistente, per il gruppo imprenditoriale beneficiato, in una nuova speculazione edilizia all'interno dell'area interportuale, eludendo peraltro il coinvolgimento, nelle necessarie procedure autorizzatorie, di tutti gli altri attori pubblici inizialmente coinvolti nella progettualità intermodale".

Gli edifici sequestrati vicino al Centro Campania e all'Interporto

Sotto sequestro preventivo sono finiti tre edifici: "Intervento Box 3" vicino al Centro Commerciale Campania (che non è coinvolto nell'indagine), di circa 10mila mq, già ceduto a un'attività commerciale del settore dell'hobbistica per la realizzazione di una struttura di vendita al dettaglio; due capannoni prefabbricati nel Polo Logistico Ovest di 30mila e 20mila mq, il primo già realizzato e l'altro quasi completato; un capannone prefabbricato nel Polo Logistico Est, di circa 50mila mq, ancora in fase di ultimazione.

Indagati il sindaco di Marcianise Velardi e sei ex assessori

Nell'inchiesta sulle autorizzazioni figurano complessivamente 11 indagati. Oltre ai destinatari delle misure, sono indagati a piede libero per abuso d'ufficio il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, e sei ex assessori della sua prima giunta: Angelo Musone, Tommaso Rossano, Nicola Salzillo, Gabriele Trombetta e Concetta Marino; per loro il gip Orazio Rossi ha rigettato le richieste dei pm, non ritenendo sussistente la gravità indiziaria indicata dalla Procura. Discorso diverso per Barletta, Berti, Campolattano e Spasiano, per i quali, secondo il gip, "è evidente il concreto pericolo che possano nuovamente consumare delitti contro la Pubblica Amministrazione".

"Non conosco gli atti  – scrive il sindaco Velardi su Facebook – mi attengo ai resoconti giornalistici per sottolineare la nostra assoluta estraneità agli addebiti che eventualmente ci vengono contestati e per ribadire la massima fiducia negli organi inquirenti. Auspico che gli inquirenti accertino con assoluta determinazione ogni violazione di legge, convinti che l'attività pubblica vada svolta nella massima trasparenza e nel rispetto delle norme.

Rivendico la correttezza dell'attività fin qui svolta alla guida dell'amministrazione comunale di Marcianise, sempre ispirata, come nel caso specifico, solo ed esclusivamente alla tutela degli interessi dell'Ente l'accordo transattivo siglato con l'Interporto ha di sicuro apportato vantaggi indubbi alle casse del Comune di Marcianise: ogni pubblico amministratore animato da questi propositi non avrebbe potuto fare altrimenti".