Questo matrimonio non s'ha da fare. E stavolta non c'entra don Abbondio e nemmeno don Rodrigo, la motivazione è di tutt'altro genere: se vuoi sposarti a Capri, e scegli di farlo lì perché ti piace il panorama, è meglio cambiare location per non trovarsi davanti a un rifiuto. Malgrado le polemiche dei giorni scorsi, infatti, il vescovo Francesco Alfano della diocesi di Sorrento e Castellammare di Stabia è irremovibile: si è persa la sacralità del sacramento, spiega, molti turisti vogliono sposarsi a Capri soltanto per la bellezza del luogo.

Il caso era stato sollevato dopo il diniego a due giovani americani, che volevano sposarsi sull'isola azzurra e che ora, probabilmente, dovranno cambiare luogo. Al Corriere del Mezzogiorno il vescovo ha spiegato che la normativa sui matrimoni è stata "pensata a partire dalle esigenze delle nostre comunità che sono oggetto di attenzione ma anche e soprattutto in una prospettiva di rispetto pastorale". L'ospitalità vale per tutti, dice ancora, ma "ci siamo resi conto che il senso del sacramento si era un po' perso, molti di quelli che chiedono di unirsi in matrimonio da noi pensano solo alla bellezza del luogo e non alla sacralità del momento".

I due futuri sposi, tramite un avvocato amico della coppia, si sono rivolti anche a Papa Francesco per chiedere il suo intervento al fine di dirimere la spinosa questione, ma per il momento dal Pontefice non è arrivata risposta. In caso di fumata nera, i due dovranno arrendersi: stanno già pensando di virare verso la Costiera Amalfitana, forse quel "sì" lo pronunceranno a Ravello. Con buona pace di wedding planner, albergatori e ristoratori di Capri, che avrebbero preso tutt'altro che bene queste restrizioni imposte dalla Chiesa.