[Foto di repertorio]
in foto: [Foto di repertorio]

Ha cercato di passare della droga e due microcellulari al marito detenuto nel carcere napoletano di Secondigliano, ma è stata scoperta e arrestata. A renderlo noto, Ciro Auricchio dell'Unione Sindacati Polizia Penitenziaria: "In Italia, a differenza di altri Paesi, è assente una opportuna normativa in materia  – dice in una nota Auricchio, segretario regionale – Il sindacato chiede al legislatore di introdurre una fattispecie di reato che punisca l'introduzione di questa tipologia e, anche, di accelerare l'iter del decreto sicurezza bis". La donna ha tentato di dare al marito due microcellulari lunghi appena 4 centimetri e mezzo (tra i più piccoli attualmente in circolazione) e 50 grammi di droga: aveva nascosto tutto all'interno di un paio di scarpe da ginnastica. Ma, durante il controllo, è emerso il loro vero uso e la donna è stata a sua volta arrestata e condotta nel carcere di Pozzuoli.

Droga e microcellulari nella sezione di alta sicurezza di Secondigliano: fermato pacco ai controlli

Non è la prima volta che qualcuno tenta di introdurre droga e microcellulari all'interno delle carceri tramite le scarpe da ginnastica. L'ultimo tentativo risale a maggio, quando un pacco contenente le calzature è stato intercettato dalla polizia penitenziaria durante i controlli: all'interno delle suole c'erano 100 grammi di hashish, diviso in due panetti da 50 grammi, e due microcellulari. È accaduto nel carcere di Secondigliano: destinatario del pacco, un uomo detenuto nella sezione di alta sicurezza. Mentre a gennaio, nel carcere di Poggioreale, un uomo si è sentito male ed è stato portato al pronto soccorso, dove i medici hanno scoperto che l'origine del mal di pancia era un microcellulare ingoiato poco prima, forse per paura di una perquisizione.