Non riproducevano solo i modelli, usando materiali e tessuti simili, marchio contraffatto compreso, ma pensavano anche all'imballaggio: scatole di cartone con indicati la griffe, il numero e tutte le informazioni che solitamente si trovano sulle confezioni. Quanto basta per confondere un occhio poco attento, o semplicemente un normale cliente che in alcuni casi non riesce e non può distinguere il prodotto originale da quello falsificato. Il laboratorio di scarpe contraffatte si trovava a Casalnuovo, in provincia di Napoli, i carabinieri della tenenza locale lo hanno scovato nell'ambito di indagini sul territorio mirate al contrasto alle fabbriche abusive e alla falsificazione.

Al momento dell'irruzione nella fabbrica, ricavata in uno stabile della cittadina in provincia di Napoli, c'erano due persone; si tratta di un giovane di 32 anni, già noto alle forze dell'ordine, e di uno di 26 anni, incensurato, entrambi residenti a Volla e che sono stati denunciati per contraffazione di marchi e ricettazione. Nel corso del controllo sono stati sequestrati i materiali usati per la produzione e le paia di scarpe già pronte per la vendita, molte delle quali già inserite nelle scatole e impilate sugli scaffali: a breve sarebbero state trasferite su furgoni per arrivare sulle bancarelle e c'è la possibilità, come dimostrato da precedenti operazioni delle forze dell'ordine, che potessero essere vendute anche nel circuito legale, confuse tra quelle originali.

Sotto sequestro sono finite 500 paia di calzature, il locale dove venivano lavorate e le attrezzature usate per la produzione. Secondo le stime dei carabinieri, la merce sequestrata raggiunge il valore di circa 70mila euro.