I carabinieri della Stazione di Casagiove, nella provincia di Caserta, hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti – emanate dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti Luigi Romano, Antonietta Zuppa e Vincenzo Guardato: quest'ultimo è il nonno materno di Fortuna Loffredo, la bambina di 6 anni violentata e poi scaraventata dal tetto di una palazzina del Parco Verde di Caivano, nella provincia di Napoli, nel giugno del 2014.

Le indagini dei militari dell'Arma sono cominciate nel gennaio del 2017, quando i carabinieri hanno individuato una casa a luci rosse proprio nel Comune di Casagiove: dalle confessioni della prostituta ritrovata ad esercitare l'attività al suo interno, i carabinieri sono riusciti a risalite ad una vera e propria organizzazione criminale che, tramite annunci sul sito "bakekaincontri", pubblicizzavano le case d'appuntamento e le prostitute – spesso anche transessuali – che esercitavano al loro interno.

I compiti del sodalizio criminale erano ben definiti: la Zuppa si occupava di ricercare e affittare – a caro prezzo e spesso intestandoli a prestanome – i locali in cui svolgere l'attività di prostituzione; Romano procacciava i clienti, proprio mediante l'inserimento di appositi annunci sul web nei quali venivano "sponsorizzate" le prostitute e i transessuali; Vincenzo Guardato, il nonno della tristemente nota Fortuna Loffredo, si occupava della gestione degli appartamenti, del loro approvvigionamento e degli spostamenti delle prostitute, che spesso venivano prelevate e accompagnate negli appartamenti. L'operazione dei carabinieri e della Procura ha portato anche al sequestro di diversi appartamenti tra Caserta, Casapulla e San Nicola La Strada.