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Caso Tiziana Cantone, Facebook non pagherà le spese legali

Il colosso dei social network era stato condannato, insieme alla ragazza morta suicida, al pagamento delle spese legali per il processo che Tiziana aveva intentato contro Facebook affinché venissero eliminati profili e link che contenessero la sua immagine.
A cura di Valerio Papadia
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Non sembra avere fine lo strascico scaturito dalla morte di Tiziana Cantone, la 31enne che si è suicidata ad un anno di distanza dalla diffusione sul web di video hard che la vedevano protagonista. Dopo che Whatsapp aveva negato l'accesso alle conversazioni della vittima con i diffusori dei video, adesso arriva un'altra stangata da Facebook. Proprio mentre il processo per istigazione al suicidio sta prendendo forma, il colosso dei social network fondato da Mark Zuckerberg ha annunciato che non procederà al pagamento delle spese legali a cui era stato condannato, insieme alla vittima, dopo il processo che la ragazza aveva intentato al social affinché venissero cancellati tutti i profili, le pagine e i link contenenti la sua immagine in pose hot.

La sentenza del giudice Monica Marrazzo del Tribunale Civile di Napoli Nord aveva condannato Tiziana Cantone al pagamento di 20mila euro, mentre Facebook avrebbe dovuto versarne 3mila. Ora la società californiana ha impugnato la sentenza, adducendo come motivazione "errori in fatto e in diritto nella decisone". Il ricorso dei legali del social network esordisce così: "Facebook Ireland vuole rivolgere le proprie condoglianze alla famiglia di Tiziana Cantone" per poi proseguire "L'ordinanza del giudice Marrazzo contiene alcuni errori sia nella disposizione della rimozione, sia con espressioni che suggeriscono il controllo preventivo delle notizie condivise in rete; quest'ultima cosa è impossibile da parte di Facebook Ireland".

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