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Castellammare, spari in un cantiere edile: due arresti per raid contro imprenditore

Due uomini sono stati arrestati per tentato omicidio a Castellammare di Stabia (Napoli): sono accusati di un raid punitivo nei confronti di un imprenditore edile del posto, che sarebbe stato deciso per vendicare un affronto subìto da uno dei due. L’uomo era stato colpito con una mazza di ferro e gli avevano sparato un colpo di pistola contro, senza ferirlo.
A cura di Nico Falco
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immagine di repertorio
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Si erano presentati nel cantiere edile su uno scooter prestato, uno armato di pistola e l'altro con una mazza di ferro. Il loro obiettivo era di vendicarsi per il torto subìto da uno dei due, l'altro era lì per spalleggiarlo. Ma sono stati individuati e arrestati dopo il raid, riconosciuti dalla vittima e incastrati dalle indagini. In manette, per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco, sono finiti Francesco Greco, 25 anni, e Francesco Ventura, 38 anni; entrambi sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale, come disposto dal pm della Procura di Torre Annunziata, che ha condiviso l'esito delle indagini del commissariato.

I fatti sono avvenuti ieri mattina, 25 maggio, in un cantiere edile di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Due persone sono arrivate in sella a uno scooter scuro, stavano cercando il proprietario, un imprenditore del posto. L'uomo è stato aggredito, gli hanno sparato un colpo di pistola contro, senza ferirlo, e lo hanno colpito al braccio con una mazza di ferro. Subito dopo, la fuga. La vittima si è subito rivolta alle forze dell'ordine, che hanno avviato le indagini per individuare i due responsabili del raid.

Lo scooter aveva la targa modificata, ma nella fase iniziale delle indagini gli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia sono riusciti a risalire al proprietario, un uomo del posto. Che ha spiegato di non averlo utilizzato, ma di averlo dato a Greco per farlo riparare. Dai successivi accertamenti è emerso che il 25enne era la persona che aveva sparato verso l'imprenditore, mentre il complice, identificato come Ventura, lo avrebbe accompagnato per il raid e avrebbe colpito l'imprenditore al braccio.

Il motivo sarebbe stato l'intenzione di vendicarsi di un affronto che il 25enne avrebbe subìto. La pistola e la mazza, così come i vestiti usati per la spedizione punitiva, non sono stati trovati: i due hanno riferito di avere buttato tutto nel fiume Sarno; un primo sopralluogo con personale specializzato dei Vigili del Fuoco ha però dato esito negativo.

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