Non si sarebbe trattato di uno stupro di gruppo, ma di un gioco erotico in cui erano tutti consenzienti, compreso il minorenne. Con questa motivazione i giudici della Corte di Appello di Salerno hanno completamente ribaltato la sentenza sulle presunte violenze avvenute in un centro massaggi di Cava de' Tirreni: i tre imputati, che in primo grado avevano incassato in totale 25 anni di carcere, sono stati tutti assolti. La violenza sessuale ci sarebbe stata, ma sarebbe avvenuta al termine del gioco erotico e l'unico responsabile sarebbe un quarto uomo, col viso coperto da una maschera, che gli inquirenti non hanno ancora identificato.

La denuncia era stata presentata dai genitori di un ragazzo di 17 anni, che aveva parlato di abusi avvenuti tra l'ottobre 2015 e l'aprile del 2016 nel centro massaggi. Alla sbarra ci era finito il titolare dell'attività, che era stato accusato di avere adescato il ragazzino. In primo grado, con rito abbreviato, era stato condannato a 9 anni di reclusione e a pagare una provvisionale di 30mila euro. Gli altri due imputati, accusati di avere anche loro abusato del 17enne e in particolare di avere preso parte a una violenza di gruppo, avevano incassato 8 anni.

In secondo grado, però, i giudici hanno annullato tutto. Punto principale della difesa, i tabulati telefonici: sarebbe infatti emerso che tra il titolare del centro massaggi c'erano sì stati centinaia di contatti, ma su oltre 400 telefonate più di 300 erano state effettuate dal 17enne verso l'uomo. Inoltre l'imputato sarebbe stato convinto che il ragazzo fosse già maggiorenne quando avrebbe iniziato ad avere rapporti sessuali con lui, che sarebbero stati consenzienti.