Dietro l'ingresso bianco con la grossa scritta nera si è attovagliato quasi un secolo di ‘Bella Napoli': i De Filippo, la Loren, De Sica, i grandi cantanti  e direttori d'orchestra freschi di esibizione al Teatro San Carlo, la politica napoletana, dalla Democrazia Cristiana al Partito Comunista; giornalisti, scrittori; potenti, turisti, semplici napoletani amanti dei buoni piatti della tradizione partenopea. Ma ora  Ciro a Santa Brigida non ce la fa più: e questo grande riferimento della ristorazione partenopea chiude, si spera temporaneamente,  i battenti.

Dopo 84 anni di attività il proprietario del ristorante-pizzeria incastonato tra via Toledo e la Galleria Umberto, Antonio Pace, spiega al blog del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro che la crisi era tale da non poter più continuare a lavorare come prima.

Lunghissima e ricca di soddisfazioni, la vita di "Ciro a Santa Brigida", sorto nel 1935 quando il patriarca don Carmine Pace insieme ai  figli Ciro, Vincenzo e Nunzia decisero di fare il grande salto: dalla popolare via Foria alla prestigiosa via Santa Brigida, zona di ‘passeggio' a due passi dal porto e da piazza Municipio ma anche da via Toledo e dal colossale Banco di Napoli. Da allora il ristorante-pizzeria napoletano è diventato punto di riferimento per tanti. È possibile che la notizia della chiusura smuova un po' le acque dal punto di vista commerciale e che presto Ciro a Santa Brigida possa riaprire, rinnovato e con un nuovo piano economico, magari anche con nuovi soci e relative nuove iniezioni di capitale fresco a sostegno dell'attività commerciale oggi in crisi.